Mi chiamo Massimo Marucci. Faccio il consulente TLC per le piccole e medie imprese da oltre vent’anni, e no: non è il lavoro che sognavo da bambino. Nessuno sogna da bambino di leggere le bollette telefoniche degli altri.
Eppure è esattamente quello che faccio — e che faccio con una certa soddisfazione.
Come sono finito qui
Il mio ingresso nel settore è avvenuto nei primi anni Duemila, quando BlackBerry era ancora sinonimo di potere e Nokia era immortale. Ho iniziato a girare la provincia di Milano, azienda per azienda, cercando di capire cosa serviva davvero e cosa invece veniva solo venduto bene.
Ho una formazione commerciale, ma una passione ostinata per l’informatica, l’elettronica e tutto ciò che ha un cavo — o non ce l’ha più. Questa combinazione mi ha portato, quasi senza volerlo, a diventare il tipo di persona a cui le aziende telefonano quando qualcosa non torna in bolletta, quando un operatore sparisce dopo la firma, o quando nessuno sa spiegare perché si paga quello che si paga.
Cosa faccio, in concreto
Analizzo la telefonia della tua azienda: linee fisse, SIM, offerte attive, contratti, vincoli. Confronto quello che hai con quello che esiste sul mercato. Ti dico cosa puoi migliorare e cosa invece è già a posto — sì, a volte si scopre che va già bene.
Poi, se vuoi, gestisco tutto io: rapporti con l’operatore, rinnovi, anomalie in bolletta, portabilità, assistenza. Divento il tuo referente unico per la telefonia, quello che risponde al telefono quando hai un problema — e che non sparisce dopo aver incassato la provvigione.
Faccio anche formazione, quando serve: centralini, SIM dati, strumenti di collaborazione. Non lezioni frontali noiose, ma sessioni pratiche pensate per le persone che useranno davvero quelle soluzioni.
Per chi lavoro — e per chi no
Lavoro meglio con le piccole e medie imprese che hanno capito una cosa: la telefonia non è una commodity da comprare al prezzo più basso possibile su un comparatore online. È un’infrastruttura che, se funziona male, fa perdere tempo, clienti e soldi.
Non lavoro per gli operatori. Non ho obiettivi di vendita da raggiungere entro fine mese. Il mio interesse coincide con il tuo: spendere il giusto, avere quello che serve, non avere sorprese.
Se cerchi qualcuno che ti dica sempre di sì e ti firmi tutto velocemente, non sono la persona giusta. Se cerchi qualcuno che ti dica la verità — anche quando la verità è scomoda — possiamo parlare.
Vent’anni dopo
Ho visto arrivare la fibra, andare via il rame, nascere e morire decine di operatori virtuali. Ho visto aziende pagare il doppio per la metà del servizio, e altre scoprire che il problema non era l’operatore ma il centralino configurato male nel 2011 da qualcuno che non lavora più lì.
Il settore cambia in continuazione. I contratti restano sempre troppo lunghi e troppo difficili da leggere. I commerciali continuano a sparire dopo la firma.
Io sono ancora qui.
Massimo Marucci
Consulente TLC per le piccole e medie imprese · Telefonia Facile

Ivan, le ricaricabili aziendali sono esenti dalla tassa di concessione, su questo non ci sono dubbi. Come non ci sono dubbi sulla deducibilità fiscale di questo tipo di prodotto/servizio; che, per inciso, non vendo solamente io come TIM, ma che è possibile acquistare anche da Vodafone e WIND. Inoltre, esistono diversi pareri di tributaristi autorevoli in merito a questa questione, se fai una ricerchina sulla rete ne trovi in abbondanza. Ciao