Spesso lontano da casa, il ragionier Bianchi, agente di commercio degli anni sessanta (anzi a quel tempo li chiamavano “viaggiatori”), ogni sera telefonava alla sua bambina
per raccontarle straordinarie favole della buonanotte. Chissà se oggi il rag. Bianchi userebbe il suo fedele smartphone… Secondo me sì! Perché le tecnologie cambiano, ma le emozioni restano le stesse, anzi restano se stesse. Ad ogni modo, “FAVOLE AL TELEFONO”, non conosce il passare del tempo, e anche se non siete agenti di commercio o viaggiatori, e non possedete uno smartphone, vi raccomando la lettura di questo simpatico libro di Rodari in compagnia dei vostri bambini.
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