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Aumenti tariffe Vodafone, TIM, Wind, Tre: cosa fare in questi casi

17/05/2018 by Massimo Marucci Lascia un commento

“A causa delle mutate condizioni di mercato…”, “Nell’attuale contesto di rapida evoluzione tecnologica…”, “Importante modifica delle condizioni economiche dei suoi piani…” sono le formule più utilizzate dalle compagnie telefoniche per comunicare una brutta notizia: l’aumento delle tariffe.

Aumenti tariffe Vodafone TIM Wind Tre
Tariffe per la telefonia che oscillano come fossero titoli del mercato azionario: prima giù, poi su, poi giù, poi di nuovo su… E insomma, sono ormai diversi mesi che le compagnie telefoniche mostrano sintomi isterici da riduzione dei ricavi. Prima la querelle per le tariffe calcolate su base settimanale (manovra che ha portato, in un sol colpo, nelle casse delle Telco un +8,6% di ricavi e infiniti moti di stizza ai clienti); poi l’Antitrust che blocca il giochino contabile e rimette tutti in riga.

Ma i big delle Telco nostrane non ci stanno, non ne vogliono sapere di rinunciare agli introiti ottenuti dal trucchetto matematico di cui sopra, e quindi giù con aumenti a raffica su tutti i servizi. Aumenti comunicati con una fraseologia che evita accuratamente di menzionare le parole “aumento delle tariffe“: al loro posto una girandola lessicale da far impallidire le “supercazzole prematurate” del Conte Mascetti di “Amici miei“.

Lo “Ius variandi” nei contratti per la telefonia

Con questa locuzione latina si indica il potere, previsto dai contratti, che viene attribuito a un solo soggetto (l’operatore di telefonia), il quale ha la facoltà di ritornare sulle scelte fatte ed effettuarne delle altre.

Traduco. Quando ti vendono un piano tariffario (rete fissa o mobile) e dopo pochi mesi dal contratto sottoscritto ricevi una comunicazione che ti avvisa di un aumento imprevisto del canone, ecco, quello è un tipico esempio di “Ius variandi”.

In volgare potremmo tradurlo con “Diritto alla variazione“. Nelle comunicazioni formali degli operatori di telefonia, questa pratica va sotto il nome di “Modifica Unilaterale delle Condizioni di Contratto“.

Ultimamente la “Modifica Unilaterale delle Condizioni di Contratto” è di gran moda tra i gestori (per le ragioni che abbiamo visto prima), i quali avvisano i clienti con un semplice sms o una mail che la nuova tariffa entrerà in vigore a una certa data, e che l’aumento è causato da “mutati scenari di mercato delle telecomunicazioni mobili...” Ma quante volte mutano, in un anno, questi scenari di mercato (quasi si trattasse di un guasto tecnico indipendente dalla loro volontà)?

Lo ha fatto WIND, lo ha fatto la TRE; TIM ha recentemente modificato unilateralmente tutti i canoni dei profili tariffari della telefonia mobile con aumenti di 5 euro/mese e con ritocchi vari sul listino della rete fissa e delle ADSL. Vodafone sta inviando proprio in queste ore una e-mail a tutti i clienti business: 424 parole per farti sapere che aumentano i prezzi (se domani mi cacciano da Vodafone, sai il perché).

Aumenti tariffe Vodafone, TIM, Wind, TRE: cosa fare in questi casi

Lo so, il titolo è degno di un post del mitico Aranzulla; ma forse anche lui, di fronte agli aumenti delle tariffe Vodafone, TIM, Wind, TRE ti direbbe quello che sto per dirti io: non puoi farci molto. Ma ci sono delle cose che devi comunque sapere prima di decidere di fare quel poco che puoi fare (ammazza che giro di parole). Vediamole.

  1. Vincoli e penali. Ogni volta che TIM, Wind, TRE o la Vodafone di turno ti comunica un aumento, una variazione delle condizioni contrattuali sottoscritte a suo tempo, decadono tutti i vincoli che hai con l’operatore stesso e ti si apre la possibilità di cambiare compagnia telefonica senza incorrere nelle famigerate penali previste dal recesso anticipato (ricorda: di norma i contratti per la telefonia durano 24 mesi. Spostare i tuoi numeri di cellulare o di rete fissa sotto un altro gestore prima della naturale scadenza contrattuale comporta dei costi extra: le penali, appunto.).
  2. Cambiare operatore. Se decidi di dire addio al tuo caro (in tutti i sensi) gestore, tieni presente che: a) se hai acquistato dei cellulari a rate, hai il diritto di continuare a pagare gli importi dovuti diluiti nel tempo; in passato, in caso di migrazione verso altri operatori prima dei 24 mesi, le rate mancanti venivano addebitate in un’unica soluzione. Oggi non è più così. Ma non dare per scontato che la tua vecchia compagnia applichi la nuova regola. Informati col Servizio Clienti; b) eventuali costi di attivazione, che stavi pagando anch’essi a rate, invece, è molto probabile che ti vengano addebitati in un’unica soluzione, dopo il passaggio ad altro operatore; c) metti in conto, soprattutto per quanto concerne la rete fissa, il disagio che comporta un cambio di compagnia, che per quanto ne dicano, non è mai indolore al 100%.
  3. Accettare il regalino. Metti che te ne infischi dell’aumento e decidi di restare col tuo carnefice (si chiama Sindrome di Stoccolma), io ho fatto così. Ho mandato giù la medicina amara e in cambio ho ricevuto da Vodafone un po’ di giga extra in omaggio per i miei cellulari. Una prassi ormai comune a tutte le Telco, quella del regalino, utile a farti digerire l’aumento. Di solito ti offrono giga extra o servizi di Cloud Storage, sempre comodi per archiviare immagini o file di ogni tipo. A te la scelta.
  4. Negoziare, negoziare, negoziare. Perché non provarci? Una telefonatina al Call Center o al tuo commerciale, e magari ti togli dall’impiccio di dover fare una scelta che non ti convince. “A noi poverelli le matasse paion più imbrogliate, perché non sappiam trovarne il bandolo; ma alle volte un parere, una parolina […]. So ben io quel che voglio dire.” Provaci! 

E ora alcune avvertenze e precauzioni speciali per l’uso delle informazioni contenute in questo post. Quello che hai appena letto è un articolo creato e pensato da uno (il sottoscritto) che vende servizi di telefonia per le aziende: servizi e prodotti Vodafone.

Le opinioni espresse qui, però, sono solo mie (non potrebbe essere diversamente, visto quello che scrivo); e sono il frutto di 15 anni di attività in questo campo e della naturale tendenza che mi porta a parteggiare per le piccole e medie imprese e per i clienti con cui lavoro ogni giorno invece che per la compagnia telefonica che rappresento attualmente o che ho rappresentato in passato.

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L’AUTORE DI QUESTO BLOG

Massimo Marucci, consulente di telefonia aziendale, ritratto professionale in ufficio

Sono nato e vivo a Monza. Un diploma da Grafico Pubblicitario, un altro da Perito Commerciale e oltre vent’anni di esperienza nel mondo delle telecomunicazioni. Marito di Tiziana, padre di Francesca e (da quando è arrivato Pepe, il chihuahua adottato) pure dog-sitter part-time. Mi appassionano l’arte, la comunicazione e – ovviamente – le tecnologie.
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