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Cinque trappole da evitare quando ti rivolgi a un consulente per la telefonia aziendale

27/09/2024 by Massimo Marucci Lascia un commento

consulente telefonia aziendale

Consigli pratici per imprenditori che non vogliono farsi incantare dai venditori di fumo e dalle loro “magiche” offerte

Indice

  • Consigli pratici per imprenditori che non vogliono farsi incantare dai venditori di fumo e dalle loro “magiche” offerte
  • 1. L’offerta irresistibile che si volatilizza come le promesse elettorali
  • 2. Il pacchetto “su misura” cucito con l’ago dell’approssimazione
  • 3. Il consulente fantasma che appare e scompare
  • 4. Il cambio operatore più semplice della fisica quantistica (forse)
  • 5. Lo sconto “imperdibile” che si trova dietro ogni angolo
  • 6. (Bonus) E ora, chi sono io per dirti tutto questo?
  • Conclusione: usa la testa, non il cuore

Se sei un imprenditore, hai sicuramente una lista infinita di cose da fare: trovare nuovi clienti, gestire dipendenti e magari riuscire anche a ritagliarti un momento di tregua per berti un caffè in pace. E poi, come se non bastasse, arriva il giorno in cui ti accorgi che la tua rete telefonica sembra uscita direttamente dagli anni ’90 (sì, proprio quel periodo in cui quel baffone di Massimo Lopez ci rassicurava che “una telefonata allunga la vita”). Così, pensi bene di affidarti a un consulente di telecomunicazioni, che ti promette la rivoluzione digitale (anzi, come dicono quelli bravi, la digital transformation) in azienda. Ma attenzione, perché dietro quel sorriso da venditore impeccabile si nascondono alcune trappole che potrebbero farti rimpiangere il caro vecchio fax. Ecco come evitarle.

1. L’offerta irresistibile che si volatilizza come le promesse elettorali

Hai presente quella sensazione che provi quando ti offrono tutto, ma proprio tutto, a un prezzo che sembra uscito da un sogno? Bene, svegliati, perché è probabile che il sogno diventi presto un incubo. Certi consulenti sono maestri del “tutto incluso”, ma la magia dura solo finché non firmi il contratto. Poi, come per incanto, scopri che per ogni servizio extra dovrai sborsare cifre astronomiche. Il mio consiglio? Leggi le note in fondo alla pagina, quelle scritte in caratteri così piccoli che sembra abbiano paura di essere viste. E ricorda: se l’offerta sembra troppo bella per essere vera, probabilmente è stata scritta dal fratello di Houdini.

2. Il pacchetto “su misura” cucito con l’ago dell’approssimazione

“Questa è l’offerta perfetta per la tua azienda!” te lo ripetono con la stessa enfasi di chi ha trovato la soluzione per la pace nel mondo. Peccato che spesso il “su misura” si traduca in una giacca oversize che ti cade dalle spalle. Se il consulente ti propone sempre lo stesso vestito, indipendentemente dalle tue esigenze, è come se andassi dal sarto e lui ti rifilasse sempre la stessa taglia, che tu sia un peso piuma o un giocatore di rugby. Chiedi dettagli, pretendili, e se vedi che esita come uno studente impreparato davanti alla commissione d’esame, è il caso di passare al prossimo.

3. Il consulente fantasma che appare e scompare

C’era una volta un consulente che, come un cavaliere senza macchia e senza paura, prometteva di essere sempre al tuo fianco. Poi, una volta firmato il contratto, si è volatilizzato più in fretta di una dieta dopo le feste. E tu, imprenditore, ti ritrovi a vagare nel deserto delle attese infinite, in cerca di una risposta che non arriva mai. Il mio consiglio? Prima di affidarti, fai una prova empirica: chiedigli di simulare un problema e guarda come reagisce. Se risponde più velocemente della tua connessione Internet, è un buon segno. Se invece scompare come succede ai miraggi, allora stai alla larga.

Approfondimento: se vuoi scoprire altre insidie che vengono spesso rifilate ai clienti aziendali, ti consiglio di guardare il mio video su YouTube, intitolato “Tre fake news sulla telefonia aziendale che vi hanno rifilato almeno una volta nella vita”. In pochi minuti ti svelo le “bufale” più comuni e come difenderti dai venditori di fumo. Guarda il video, potresti riconoscere situazioni in cui ti sei già trovato.

4. Il cambio operatore più semplice della fisica quantistica (forse)

“Tranquillo, cambiare operatore è un gioco da ragazzi!” Ti rassicura così, il commerciale cialtrone, come se ti stesse parlando del cambio dell’olio dell’auto. Ma sappiamo bene che la realtà è un po’ diversa. È un po’ come se ti dicessero che scalare l’Everest è una passeggiata: certo, se ti piacciono gli sport estremi. Ogni migrazione, soprattutto riguardo alla rete fissa con centralini e interni annessi, è un percorso a ostacoli degno delle Olimpiadi, con tempistiche che sembrano fatte apposta per mettere alla prova la tua pazienza. Ergo, scegli un consulente che ti racconti le cose come stanno, che ti avverta dei possibili intoppi e che, soprattutto, non ti molli nel momento del bisogno. Se invece ti fa sembrare tutto rose e fiori, probabilmente è perché non sarà lì a raccogliere le spine.

5. Lo sconto “imperdibile” che si trova dietro ogni angolo

Ti hanno mai detto: “Questo sconto è solo per te, è un’occasione unica”? Ebbene, queste occasioni esclusive sono più comuni dei saldi di fine stagione. Spesso si tratta di una strategia per spingerti a firmare subito, senza pensarci troppo. Ma è davvero un’occasione unica? Chiedi sempre perché quell’offerta è così speciale e quali vantaggi reali può portare alla tua azienda. Se il consulente inizia a parlarti come un venditore di tappeti al mercato (con rispetto per i venditori di tappeti al mercato), allora forse è meglio fermarsi e riflettere un attimo in più.

6. (Bonus) E ora, chi sono io per dirti tutto questo?

Arrivati a questo punto, forse starai pensando: “Ma guarda un po’ questo, che predica bene solo per tirare acqua al suo mulino!”. E non posso certo biasimarti. In fondo, anche io sono un consulente per le telecomunicazioni aziendali. Però, a differenza di molti altri, ho visto fin troppe imprese cadere nelle trappole dei contratti firmati con eccessiva leggerezza, con promesse che poi si sono rivelate castelli di carta. La mia speranza è che, leggendo questi consigli, tu possa fare una scelta più consapevole, che sia con me o con un altro consulente. Perché, alla fine, se c’è una cosa che non sopporto, è vedere le piccole e medie imprese pagare il prezzo di un’informazione poco trasparente. E se qualcuno mi accuserà di voler guadagnare anche io? Beh, certo che voglio guadagnare, ma dormire tranquillo la notte non ha prezzo. E spero che anche tu possa fare lo stesso.

Conclusione: usa la testa, non il cuore

In un mondo ideale, il consulente di telecomunicazioni è come un bravo medico: ti ascolta, ti consiglia e ti prescrive la giusta cura quando hai bisogno. Nella realtà, però, capita spesso di incontrare figure che sembrano più affini a certi maghi di quartiere, pronti a far sparire promesse e responsabilità. Non lasciarti incantare. Chiedi chiarezza, pretendi trasparenza e non avere paura di fare domande scomode. Alla fine, la scelta giusta non è quella che ti fa sognare ad occhi aperti, ma quella che ti permette di dormire sonni tranquilli. Buona fortuna e che la trasparenza sia sempre con te (oltre al 5G è a una buona connessione in fibra ottica)!

PS: se vuoi evitare che la tua azienda rimanga bloccata negli anni ‘90 (e non in senso nostalgico), chiamami senza impegno. Prometto che non ti allungherò la vita con contratti pieni di sorprese, ma solo con soluzioni trasparenti. Fatti sentire, perché una telefonata potrebbe davvero migliorare la tua azienda (anche se non sono Massimo Lopez)!

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L’AUTORE DI QUESTO BLOG

Massimo Marucci, consulente di telefonia aziendale, ritratto professionale in ufficio

Sono nato e vivo a Monza. Un diploma da Grafico Pubblicitario, un altro da Perito Commerciale e oltre vent’anni di esperienza nel mondo delle telecomunicazioni. Marito di Tiziana, padre di Francesca e (da quando è arrivato Pepe, il chihuahua adottato) pure dog-sitter part-time. Mi appassionano l’arte, la comunicazione e – ovviamente – le tecnologie.
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