
Quando le telecomunicazioni furono hackerate con un giocattolo: la storia che ha cambiato per sempre il mondo delle telco e ha ispirato Steve Jobs
Ti sei mai chiesto come facevano gli hacker prima che esistesse internet? Te lo dico subito: usavano fischietti trovati nelle scatole dei cereali. No, non è l’inizio di una barzelletta sul phreaking telefonico – è la storia vera di come John Draper (alias Captain Crunch) ha hackerato l’intero sistema AT&T negli anni ’70 con un giocattolo da due soldi.
Phone Phreaking: quando per hackerare le telco bastava un fischietto

Metti da parte i tuoi sofisticati firewall e gli attacchi zero-day. Nel 1971, la più grande vulnerabilità nel sistema delle telecomunicazioni mondiali poteva essere sfruttata con un oggetto che oggi troveresti in un sacchetto sorpresa dell’Happy Meal.
“Il sistema telefonico è il computer più grande del mondo, e come ogni computer, può essere hackerato.” – John “Captain Crunch” Draper
Prima che i Millennial nascessero e prima che la Gen Z potesse immaginare un mondo senza smartphone, le chiamate internazionali costavano quanto un rene sul mercato nero. Le telco come AT&T gestivano un monopolio che faceva sembrare Amazon un negozietto di quartiere.
Ma ogni impero ha il suo tallone d’Achille. Per AT&T, era una frequenza di 2600 Hz.
Il fischietto da 2600 Hz: la vulnerabilità più dolce della storia delle telecomunicazioni
Ora, ecco la parte che farà impazzire i tech nerd e gli appassionati di sicurezza informatica: il sistema telefonico AT&T usava toni in-band per controllare le chiamate. In parole povere, i segnali che dicevano “questa linea è libera” o “addebita $10 per questa chiamata” viaggiavano sulla stessa linea della tua voce.
E indovina un po’? Il fischietto regalato nelle scatole dei cereali Cap’n Crunch emetteva esattamente il tono di 2600 Hz necessario per convincere il sistema che una chiamata era terminata, pur mantenendo la linea aperta.
È come se avessi trovato la password “admin123” per accedere all’intero sistema bancario mondiale. Solo che, invece di digitarla, dovevi soffiarci dentro.
Blue Box: da giocattolo a strumento di hacking telefonico

Captain Crunch non si è fermato al fischietto (diciamocelo, soffiare continuamente faceva male alle guance). Ha creato la Blue Box, un dispositivo elettronico che generava tutti i toni necessari per manipolare il sistema telefonico.
Con questo gioiellino in mano potevi:
- Telefonare gratis in Australia mentre facevi colazione
- Creare chiamate in conferenza quando ancora era fantascienza
- Farti passare per l’operatore telefonico e ascoltare conversazioni altrui
- Praticamente diventare il dio delle telco dal tuo salotto
Un potere che oggi equivarrebbe a poter hackerare contemporaneamente WhatsApp, Telegram e Signal con un vecchio Nokia 3310.
Steve Jobs, Steve Wozniak e il Phone Phreaking: come AT&T ha involontariamente finanziato Apple

La parte più assurda? Questa storia di hacking telefonico ha letteralmente contribuito alla nascita di Apple.
Nel 1971, un articolo su Esquire raccontava le gesta di questo misterioso Captain Crunch. Due studenti nerd lo lessero avidamente: Steve Jobs e Steve Wozniak.
Questi due ragazzi, che probabilmente oggi non supererebbe il colloquio alla propria azienda, decisero di costruire le loro Blue Box e venderle porta a porta nei dormitori universitari a 150$ l’una.
“Se non avessimo costruito Blue Box, probabilmente non ci sarebbe stata Apple.” – Steve Jobs
Jobs si occupava di marketing e vendite, Wozniak dell’ingegneria. Vi suona familiare? È esattamente lo stesso modello che avrebbero replicato con Apple pochi anni dopo.
L’FBI vs Captain Crunch: game over per il Phreaking Telefonico
Come in ogni buona storia di hacking, prima o poi arriva l’FBI a rovinare la festa.
AT&T, che perdeva milioni di dollari grazie a questi hacker telefonici, collaborò con le forze dell’ordine per dare la caccia ai phreaker. Draper fu arrestato più volte tra il 1972 e il 1977, trascorrendo periodi in prigione per frode alle telecomunicazioni.
La vera fine del phone phreaking arrivò però con l’evoluzione tecnologica delle telco. Nei primi anni ’80, il sistema di segnalazione SS7 separò i toni di controllo dalla voce, rendendo la Blue Box obsoleta come un floppy disk in un MacBook Pro.
Ma ormai il danno (o il miracolo, dipende dai punti di vista) era fatto.
L’eredità di Captain Crunch: dal Phreaking all’Ethical Hacking moderno

Pensa a tutta la tecnologia che usi oggi. Smartphone, app di messaggistica crittografata, sicurezza informatica, persino il concetto di “trovare bug nei sistemi”. Tutto questo deve un enorme grazie a quella generazione di hacker telefonici.
L’impatto del phreaking sulle moderne telecomunicazioni e sulla cultura tech è stato fondamentale:
- La nascita della cybersecurity: Le telco hanno capito l’importanza di proteggere i propri sistemi
- La cultura hacker etica: Ha ispirato generazioni di ricercatori di sicurezza
- La rivoluzione open source: L’idea che la conoscenza dovesse essere libera e condivisa
- La rivista 2600: Una delle più importanti pubblicazioni hacker, che prende il nome dalla frequenza del fischietto
E John Draper? Dopo il carcere ha lavorato come programmatore, consulente di sicurezza e figura di culto nella comunità hacker. Oggi è considerato il padrino dell’hacking, un ribelle che ha sfidato il sistema delle telecomunicazioni e ha contribuito a plasmare l’industria tech come la conosciamo.
I Modern Phreakers: chi sta hackerando le telco di oggi?

Mentre il fischietto di Captain Crunch riposa in qualche museo della tecnologia, lo spirito del phreaking è più vivo che mai nel mondo delle telecomunicazioni moderne.
Nel 2025, non sono più i fischietti a preoccupare le telco, ma attacchi SS7, vulnerabilità nelle reti 5G, e hacking delle infrastrutture IoT. Le telecomunicazioni rimangono uno dei settori più vulnerabili e contemporaneamente più cruciali per la sicurezza nazionale.
I ricercatori di sicurezza continuano a trovare falle nelle reti telco che farebbero impallidire persino Captain Crunch. La differenza? Oggi è più probabile che ricevano un premio in denaro come bug bounty piuttosto che una visita dell’FBI.
Come ha dimostrato la storia del phreaking telefonico, spesso le più grandi vulnerabilità si nascondono nei dettagli più semplici. Le telco moderne farebbero bene a ricordarlo.
Ogni sistema ha il suo “fischietto”
La storia di Captain Crunch ci insegna che ogni tecnologia di telecomunicazione, per quanto avanzata, ha la sua vulnerabilità.
Che si tratti di un fischietto da cereali negli anni ’70 o di un sofisticato attacco informatico nel 2025, il principio rimane lo stesso: la sicurezza delle telco è forte quanto il suo anello più debole.
E tu, cosa ne pensi? Esistono ancora “fischietti digitali” capaci di mettere in crisi le telecomunicazioni moderne? Le telco di oggi sono davvero più sicure o semplicemente le vulnerabilità sono diventate più complesse? Parliamone!

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