
Mentre USA, Cina ed Europa si scontrano a colpi di dazi, le PMI italiane rischiano di ritrovarsi senza centralini, router e certezze. Una guerra commerciale silenziosa che colpisce anche le telecomunicazioni
C’è una strana teoria che gira nei corridoi del potere americano: l’Europa — e non solo — avrebbe fregato gli Stati Uniti per anni. Una grande truffa globale, fatta di export sfrenato, dumping mascherato, e multinazionali europee che crescono alle spalle del povero zio Sam. E così, Trump (e i suoi) rilanciano la solita medicina: dazi a raffica, stretta commerciale, minacce a metà e tweet a tutto gas.
Ora, può anche darsi che un fondo di verità ci sia. Ma la domanda è: chi sta fregando davvero chi?
Chi decide… e chi paga
Mentre Trump mette i dazi e Bruxelles risponde con aria perplessa, i mercati reagiscono nel modo più prevedibile: con il caos. I prezzi salgono, le merci rallentano, le catene di approvvigionamento si inceppano come vecchi fax. Ma in questo caos c’è sempre qualcuno che ci guadagna.
Perché — diciamocelo — le grandi decisioni economiche non vengono mai prese nel vuoto.
C’è sempre un gruppo ristretto che sa prima degli altri. Sa quando uscirà un annuncio. Sa quali titoli saliranno o crolleranno. Sa dove investire, dove tagliare, dove “anticipare i mercati”. E in un mondo dove la forza prevale sul diritto, il conflitto d’interesse non è più uno scandalo. È una strategia.
La PMI brianzola nella guerra globale
Nel frattempo, tu — imprenditore, artigiano, commerciante — hai un altro problema: ti serve un centralino nuovo. O un router. O un firewall che non arrivi tra un mese e mezzo da Singapore. Ma sorpresa: il fornitore non ce l’ha. È bloccato. O costa il 30% in più perché nel frattempo l’euro è scivolato, il container è partito in ritardo e un qualche ministro ha alzato i toni in conferenza stampa.
E allora ti chiedi: “Ma che c’entro io con Washington e Pechino? Io voglio solo lavorare.”
Eh, c’entri eccome!
Perché in mezzo a questo Risiko geopolitico, sei tu che stai pagando il conto. Non chi fa i tweet. Non chi gestisce i fondi. Non chi cena con i vertici delle banche centrali.
“Peccato veniale” o genialata?
Un tempo il conflitto d’interesse era una macchia. Oggi è quasi una medaglia. Hai interessi privati e influenza pubblica? Complimenti, sei un genio. Hai accesso a informazioni privilegiate? Ottimo, usale.
Hai il potere di decidere e contemporaneamente di investire in base alle tue decisioni? Benvenuto nel club. Nel frattempo, però, chi ha un’azienda vera si ritrova con:
- Forniture in ritardo
- Costi imprevedibili
- Tecnologie introvabili
- Nessuna trasparenza
E magari pure col cliente che ti guarda storto perché “Amazon me lo consegna domani” (Veramente te lo dico: no, non lo fa).
Consiglio dell’esperto
Se qualcosa arriva da fuori Europa, oggi devi considerarlo a rischio. Pianifica con largo anticipo, scegli fornitori che hanno magazzino in Italia, e chiedi a chi lavora sul campo — non a chi siede in un CDA. Le telecomunicazioni, oggi, sono anche un affare di geopolitica. Ma soprattutto: sono un affare che non puoi più improvvisare.
Meno analisti, più realtà
Io non sono un economista. Non faccio previsioni di borsa e non vado in TV a spiegare il dollaro. Ma conosco il suono che fa un router quando non si accende. So cosa vuol dire aspettare un firewall che non arriva. E so che una PMI non può stare ferma perché a Washington qualcuno ha deciso di “riequilibrare i rapporti”.
Il mio lavoro è dirti le cose come stanno. E oggi stanno così: la guerra dei dazi è anche la tua guerra. E se non vuoi perderla, ti serve qualcuno che sappia combatterla con te. Sul campo. Con una SIM in mano e la franchezza nell’altra.
🔗 APPROFONDIMENTI:
- Definizione di dazio doganale (Wikipedia):
https://it.wikipedia.org/wiki/Dazio_doganale

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