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2025: FUGA DALLA TELEFONIA

22/02/2025 by Massimo Marucci Lascia un commento

novità telefonia 2025

Altro che “1997: Fuga da New York”, qui la vera fuga è dalla telefonia italiana

Il 2025 è appena iniziato e già sembra il set di un film catastrofico con le Telco italiane in fuga, tra colpi di scena degni di un film di John Carpenter e trame che neanche Netflix riuscirebbe a inventarsi. Ma tranquilli, niente occhiali neri o mitra: qui parliamo di fusioni, acquisizioni e alleanze improbabili che stanno rivoluzionando il mondo delle telecomunicazioni italiane.

In questo video di otto minuti (ehi, lo so che avete poco tempo), vi racconto le ultime notizie che stanno facendo tremare il mercato. Se vi siete persi qualcosa, non preoccupatevi: qui sotto trovate un riassunto con tanto di commenti ironici inclusi.

Vodafone saluta l’Italia: Swisscom prende il controllo

La notizia che ha fatto più scalpore? Vodafone ha detto addio all’Italia. Dopo anni passati a contendersi il mercato con TIM e WindTre, il colosso britannico ha deciso di passare il testimone a Swisscom, il principale operatore svizzero.

Ora, non so voi, ma io me li immagino così: i manager di Vodafone a Londra che alzano il calice e brindano pensando “Beh, almeno adesso il problema è di Swisscom. Noi ce ne laviamo le mani.”

E Swisscom? Beh, loro hanno fatto il colpaccio: hanno comprato Vodafone Italia con l’obiettivo di fonderla con Fastweb (di cui sono già proprietari) per creare un unico mega-operatore. Una mossa che sulla carta suona bene, ma che lascia qualche dubbio.

Ma cosa significa tutto questo per noi italiani?

  • Cambierà qualcosa per i clienti business e consumer?
  • La fusione porterà finalmente servizi migliori o sarà il solito mix di loghi nuovi, promesse scintillanti e, alla fine, le stesse vecchie problematiche?
  • E soprattutto: Swisscom riuscirà a integrare due reti diverse senza trasformare il tutto in un gigantesco pasticcio tecnologico?

La verità è che, per ora, ci sono più domande che risposte. Ergo, restiamo in attesa di scoprire se sarà un matrimonio felice o l’ennesima unione forzata tra due realtà troppo diverse per andare d’accordo.

Iliad e TIM: Un matrimonio improbabile?

Altro colpo di scena: Iliad vuole TIM.

Sì, avete capito bene. L’operatore francese, che è arrivato in Italia facendo la voce grossa con le sue offerte low-cost, adesso punta a comprare tutto il pacchetto TIM. Roba che neanche al Monopoli ti sogneresti.

Immaginate il colloquio tra Iliad e TIM:

  • Iliad: “Ehi, ti compro.”
  • TIM: “Ma io valgo tanto!”
  • Iliad: “Ti compro lo stesso. E magari ti faccio pure un’offerta all-inclusive.”

Se questo “matrimonio” andrà in porto, potrebbe rivoluzionare l’intero panorama delle telecomunicazioni italiane. Ma, come sempre, c’è chi spera e chi già si prepara a piangere la fine del buon vecchio TIM (e delle sue bollette…).

E se Iliad volesse invece WindTre?

Come se puntare a TIM non fosse già abbastanza ambizioso, le voci di corridoio raccontano che Iliad avrebbe anche messo gli occhi anche su WindTre.

Sì, avete capito bene. Pare che Iliad voglia fare shopping sfrenato nel mondo Telco, come un cliente durante i saldi di fine stagione. Ora, onestamente, l’idea che Iliad possa prendersi WindTre sembra più una fantasia da romanzo di fantascienza che una reale possibilità. Però, mai dire mai.

Poste Italiane nel mix: fibra con il pacco Amazon?

E quando pensavi che le sorprese fossero finite, ecco che arrivano loro: Poste Italiane.

Sì, proprio quelle delle code infinite e dei pacchi smarriti. Ebbene, Poste ha deciso di entrare nell’azionariato di TIM. Ora la domanda è una sola: riusciranno i nostri eroi a portare un servizio migliore o ci ritroveremo con tecnici che ti attivano la fibra mentre consegnano il pacco di Amazon?

Scherzi a parte, Poste Italiane ha una rete logistica immensa e un bacino clienti gigantesco. Se giocheranno bene le loro carte, potrebbero davvero rivoluzionare il mercato. Ma il rischio di un “effetto raccomandata” (dove ci vuole una vita per ricevere quello che hai chiesto) è dietro l’angolo.

Che fine farà la telefonia italiana?

Tra fusioni, acquisizioni e mosse strategiche da parte degli operatori, la telefonia italiana sembra una partita di Risiko giocata dopo troppi bicchieri di vino.

Cosa ci aspetta?

  • Nuovi operatori “ibridi” con offerte innovative?
  • Più concorrenza o un ritorno al “quasi monopolio”?
  • Tariffe migliori o l’ennesima scusa per aumentare i prezzi?

Le aziende che usano la telefonia in modo massiccio — specialmente nel settore business — dovranno tenere gli occhi ben aperti. Perché dietro ogni “offerta irripetibile” si nasconde sempre la fregatura nascosta tra le clausole in corpo 6.

Il mio punto di vista (da uno che di queste cose ne ha viste parecchie)

Non è la prima volta che assistiamo a fusioni, acquisizioni e addii nel mondo delle telecomunicazioni italiane. Ma questa volta il mix di attori è più bizzarro del solito.

  • Swisscom che prende il controllo di Vodafone Italia.
  • Iliad che punta a inghiottire TIM come fosse un semplice boccone.
  • Poste Italiane che entra nel gioco con la sua solita aria “tranquilla”, ma con l’intenzione di fare sul serio.

E tu? Cosa ne pensi? Ti spaventa tutto questo movimento o pensi che possa portare qualcosa di buono, soprattutto per chi, come te, usa la telefonia ogni giorno per far girare la propria azienda?


🎬 Guarda il video qui sopra e fammi sapere nei commenti cosa ne pensi.

Se poi vuoi un consiglio su come evitare che queste fusioni si traducano in bollette più salate o connessioni ballerine, sai dove trovarmi. Magari non ti salverò dal prossimo aumento di Netflix, ma almeno sul fronte telefonia posso ancora darti qualche dritta.

TIM e Poste: il matrimonio che non ti aspettavi (ma che forse aveva senso)

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L’AUTORE DI QUESTO BLOG

Massimo Marucci, consulente di telefonia aziendale, ritratto professionale in ufficio

Sono nato e vivo a Monza. Un diploma da Grafico Pubblicitario, un altro da Perito Commerciale e oltre vent’anni di esperienza nel mondo delle telecomunicazioni. Marito di Tiziana, padre di Francesca e (da quando è arrivato Pepe, il chihuahua adottato) pure dog-sitter part-time. Mi appassionano l’arte, la comunicazione e – ovviamente – le tecnologie.
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