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“CONFERMO ON” per dire NO: il paradosso della comunicazione trasparente degli operatori

11/02/2026 by Massimo Marucci Lascia un commento

SMS di modifica unilaterale contratto TIM con aumento di 1,99 euro e richiesta di invio “CONFERMO ON”
Esempio reale di SMS con aumento TIM di 1,99€ al mese e call-to-action “CONFERMO ON”.

Come gli operatori telefonici (e non solo loro) hanno trasformato la chiarezza in un optional

SMS aumento TIM 1,99€: cosa sta succedendo davvero

Stamattina, alle 13:03, il mio smartphone ha emesso il classico ding di un SMS in arrivo. Mittente: il mio operatore telefonico. Contenuto: un perfetto esempio di come la comunicazione aziendale possa raggiungere vette di complessità che farebbero impallidire persino Schrödinger (quello del gatto).

Il messaggio, nella sua interezza, recitava:

Modifica contrattuale: per le mutate condizioni di mercato, dal primo rinnovo successivo al 14/03 la tua offerta avrà un costo di 1,99€ al mese in più. In alternativa, puoi continuare ad avere gli stessi costi attuali e più contenuti, aderendo con SMS gratuito con testo CONFERMO ON al 40916 entro il 28/02.

Ho riletto il messaggio tre volte. Poi ho fatto quello che fa qualsiasi persona ragionevole di fronte a una comunicazione del genere: ho cercato di capire se stessi avendo un ictus o se fosse davvero così confuso come sembrava.

Per la cronaca: era davvero così confuso.

Aumento 1,99 TIM: cosa succede se non fai nulla

Prima di analizzare questo specifico caso, facciamo un passo indietro. Questo tipo di comunicazione non è un’eccezione, né tantomeno un errore. È un pattern ricorrente che attraversa l’intero settore delle telecomunicazioni e si estende ben oltre: energia, banche, assicurazioni.

Secondo i dati dell’AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni), solo nel settore delle telecomunicazioni vengono effettuate in media 3-4 modifiche unilaterali di contratto all’anno per cliente. Moltiplicate questo per decine di milioni di utenti italiani, e avrete un’idea della portata del fenomeno.

Ma non è solo una questione di numeri. È una questione di come queste modifiche vengono comunicate. Ecco alcuni esempi reali degli ultimi mesi:

  • “Per continuare a godere del servizio senza interruzioni, non è necessaria alcuna azione da parte tua” (traduzione: accetti automaticamente)
  • “Se non comunichi la tua volontà di recedere, il contratto si intenderà tacitamente rinnovato alle nuove condizioni” (doppia negazione: devi dire che non vuoi non accettare)
  • “Invia STOP MODIFICA al 40404 entro il 15/02 oppure recedi gratuitamente entro il 30/03” (due date diverse, due azioni diverse, confusione garantita)

Il risultato? Milioni di persone che si ritrovano a pagare di più senza averlo voluto, semplicemente perché non hanno capito cosa dovevano fare per evitarlo.

CONFERMO ON TIM: cosa significa davvero questo messaggio

Torniamo al nostro SMS. Analizziamolo come farebbero uno UX writer e un esperto di comunicazione professionale. Cosa rende questo messaggio così inefficace?

1. Il linguaggio burocratico

“Modifica contrattuale: per le mutate condizioni di mercato…”

Già dalle prime parole, il tono è formale, distante, quasi intimidatorio. “Mutate condizioni di mercato” è una frase che suona importante, ma che in realtà non dice nulla. È un modo elegante per dire “perché lo diciamo noi”, senza fornire alcuna giustificazione concreta.

Versione chiara:

“Dal 14/03 la tua offerta costerà 1,99€ in più al mese.”

2. Le date multiple e sovrapposte

Nel messaggio ci sono ben tre date:

  • 14/03: quando entrerà in vigore l’aumento
  • 28/02: scadenza per inviare l’SMS di rifiuto
  • 14/04: scadenza per recedere gratuitamente (menzionata nel seguito del messaggio)

Tre date, due azioni diverse, nessuna spiegazione chiara su quale sia la differenza tra “aderire con SMS” e “recedere”. Il cliente medio si trova di fronte a un quiz logico quando tutto ciò che voleva sapere era: “Cosa devo fare se non voglio pagare di più?”

3. La call-to-action contro-intuitiva

Ed eccoci al capolavoro: “CONFERMO ON”.

In italiano, “confermo” è un verbo che indica accettazione, approvazione. “ON” (acceso, attivo) rafforza questa sensazione. Quando leggi “CONFERMO ON”, il tuo cervello interpreta istintivamente: “Sto confermando che voglio attivare qualcosa”.

Ma no. In questo caso, “CONFERMO ON” significa “

Confermo che voglio mantenere i costi attuali e rifiutare l’aumento

“. È l’esatto opposto di ciò che la formula comunicativa suggerisce.

È come se al ristorante il cameriere ti chiedesse: “Vuoi il dolce?” e tu dovessi rispondere “SÌ” per dire no.

4. La doppia negazione

“Puoi continuare ad avere gli stessi costi attuali e più contenuti, aderendo…”

Questa frase contiene una struttura logica complessa: per mantenere lo status quo (non avere aumenti) devi aderire a qualcosa. Normalmente, “aderire” implica un cambiamento, un’azione attiva. Qui invece significa “non fare niente di diverso”.

È una doppia negazione mascherata da affermazione.

5. I link ridondanti

Ciliegina sulla torta: lo stesso URL (https://www.tim.it/nw326) appare due volte nello stesso messaggio. Una volta per i dettagli, una volta per “maggiori info”.

Perché? È un errore di copia-incolla? È un modo per riempire lo spazio? È un tentativo subliminale di farti cliccare due volte? Mistero.

SMS aumento TIM e modifica unilaterale del contratto: perché lo fanno e quali sono i tuoi diritti? La domande scomode

Ora arriva la parte interessante. Nessuna grande azienda di telecomunicazioni manca di risorse, expertise o team di comunicazione. Hanno reparti legali, marketing, customer experience, UX writer. Hanno fatto A/B testing su ogni pixel del loro sito web.

Quindi la domanda è: perché messaggi come questo continuano a esistere?

Ci sono tre ipotesi possibili.

Ipotesi 1: Incompetenza comunicativa

La spiegazione più generosa è che sia semplicemente il risultato di processi interni disfunzionali. Il team legale scrive il testo per coprirsi da ogni possibile contestazione. Il marketing ci mette mano per renderlo “brand compliant”. Il customer care aggiunge le sue note. E alla fine, nessuno ha davvero letto il risultato finale chiedendosi: “Ma un essere umano normale capirebbe cosa deve fare?”

È la teoria del “troppi cuochi rovinano il brodo” applicata alla comunicazione aziendale.

Ipotesi 2: Dark patterns intenzionali

L’ipotesi meno generosa è che la confusione sia voluta. Nel design digitale esistono i cosiddetti “dark patterns“: tecniche di progettazione che sfruttano bias cognitivi per spingere gli utenti verso decisioni che non avrebbero preso consapevolmente.

In questo caso, il dark pattern è l’inerzia. Se il messaggio è sufficientemente confuso, la maggior parte delle persone:

  • Non farà nulla (e accetterà l’aumento)
  • Farà l’azione sbagliata (inviando SMS nel momento sbagliato o al numero sbagliato)
  • Si arrenderà per frustrazione

Il risultato? L’azienda incassa l’aumento dalla stragrande maggioranza dei clienti, rispettando formalmente l’obbligo di informare ma sostanzialmente impedendo un’azione consapevole.

Secondo uno studio del 2023 condotto da Altroconsumo, solo il 12% dei clienti che ricevono comunicazioni di modifica contrattuale compie effettivamente un’azione (rifiuto o recesso). L’88% accetta passivamente l’aumento.

Ipotesi 3: Il vincolo normativo mal interpretato

C’è anche una terza ipotesi, più sfumata. Le aziende devono rispettare obblighi normativi precisi quando modificano unilateralmente i contratti. Devono informare i clienti, devono dare loro la possibilità di recedere, devono specificare tempistiche.

Il problema è che questi obblighi normativi vengono interpretati in modo formale piuttosto che sostanziale.

L’azienda può dire: “Abbiamo informato i clienti, abbiamo dato tutte le informazioni necessarie”. Tecnicamente vero. Ma se quelle informazioni sono presentate in modo incomprensibile, l’obiettivo di trasparenza non è stato raggiunto.

È la differenza tra conformità legale e comunicazione etica.

Perché gli SMS di aumento TIM sono scritti in modo così confuso

Ma c’è un’ironia di fondo in tutto questo. Le aziende pensano di guadagnare dall’inerzia dei clienti confusi, ma in realtà stanno pagando un prezzo molto alto.

Perdita di fiducia

Ogni volta che un cliente riceve un messaggio incomprensibile, la fiducia nell’azienda erode. Non è un processo istantaneo, ma cumulativo. Il cliente inizia a pensare: “Questa azienda non mi rispetta”, “Stanno cercando di fregarmi”, “Non posso fidarmi di loro”. E quando arriverà il momento di cambiare operatore? Quella mancanza di fiducia diventerà un fattore decisivo.

Costo del customer care

Un messaggio confuso genera chiamate al servizio clienti. Migliaia, decine di migliaia di chiamate. “Non ho capito cosa devo fare”, “Cosa significa CONFERMO ON?”, “Entro quando devo mandare l’SMS?”. Ogni chiamata costa all’azienda. Operatori, infrastrutture, tempo. Un messaggio chiaro avrebbe evitato tutto questo.

Danno reputazionale

Viviamo nell’era dei social media. Ogni messaggio confuso diventa uno screenshot condiviso, un post ironico, un meme. Il danno reputazionale è difficile da quantificare ma è reale. Le nuove generazioni di consumatori, in particolare, sono estremamente sensibili alla trasparenza. Un brand percepito come opaco o manipolatorio perde attrattività.

Churn a lungo termine

Sì, forse con questo messaggio confuso l’azienda incasserà 1,99€ in più al mese dall’88% dei clienti che non hanno capito cosa fare. Ma quanti di quei clienti, alla prima occasione utile, se ne andranno da un competitor? Il customer lifetime value perso da clienti che se ne vanno frustrati è enormemente superiore al guadagno di breve termine.

Come dovrebbe essere scritto un SMS aumento TIM davvero trasparente: principi di comunicazione trasparente

Allora, come dovrebbe essere scritta una comunicazione di modifica contrattuale? Ecco alcuni principi base, con esempi concreti.

1. Il test della nonna

Prima di inviare qualsiasi comunicazione, fai questo test: “Mia nonna capirebbe cosa deve fare?” Se la risposta è no, riscrivi. Non è condiscendenza. È empatia. È riconoscere che non tutti hanno lo stesso livello di familiarità con il gergo tecnico-legale.

2. Plain language: vai dritto al punto

Il movimento del “plain language” (linguaggio semplice) ha stabilito principi chiari per la comunicazione efficace:

  • Usa frasi brevi (massimo 20-25 parole)
  • Evita il gergo e i termini tecnici
  • Usa la forma attiva invece che passiva
  • Organizza le informazioni in ordine di importanza

Esempio di riscrittura dell’SMS:

Versione originale:

“Modifica contrattuale: per le mutate condizioni di mercato, dal primo rinnovo successivo al 14/03 la tua offerta avrà un costo di 1,99€ al mese in più. In alternativa, puoi continuare ad avere gli stessi costi attuali e più contenuti, aderendo con SMS gratuito con testo CONFERMO ON al 40916 entro il 28/02.”

Versione riscritta:

“Dal 14/03 la tua tariffa aumenterà di 1,99€/mese. NON VUOI L’AUMENTO? Invia gratis RIFIUTO al 40916 entro il 28/02. Vuoi cambiare operatore? Puoi recedere gratis entro il 14/04. Info: [link]”

Notate le differenze:

  • Informazione principale all’inizio (aumento)
  • Domanda diretta (“NON VUOI L’AUMENTO?”)
  • Azione intuitiva (“RIFIUTO” invece di “CONFERMO ON”)
  • Informazioni separate per chiarezza (rifiuto vs recesso)
  • Un solo link per approfondimenti

3. UX Writing applicato

L’UX writing è la disciplina che si occupa di scrivere testi che guidano l’utente attraverso un’interfaccia o un processo. I suoi principi sono applicabili anche alle comunicazioni contrattuali:

  • Clarity over cleverness: la chiarezza viene prima della creatività
  • Consistency: usa sempre gli stessi termini per gli stessi concetti
  • Actionable: ogni messaggio deve dire chiaramente cosa l’utente deve fare
  • Empathetic: scrivi come se stessi parlando a un amico

4. Case study positivi

Non tutte le aziende fanno confusione. Alcuni esempi virtuosi:

Esempio da un servizio di streaming:

“Il prezzo del tuo abbonamento passerà da 9,99€ a 12,99€ dal 1 marzo. Se non ti sta bene, puoi cancellare in qualsiasi momento dalle impostazioni del tuo account. Nessuna penale, nessuna complicazione.”

Chiaro, diretto, onesto.

Esempio da una banca etica:

“Abbiamo deciso di introdurre una commissione di 2€ al mese sul conto corrente base per coprire i costi operativi. Se preferisci non pagarla, puoi passare al nostro conto digitale (gratuito) o chiudere il conto senza costi entro il 30 giugno.”

Trasparente, con spiegazione del perché e alternative chiare.

La responsabilità della chiarezza

Quindi, a chi appartiene la responsabilità di rendere le comunicazioni più chiare?

Ai professionisti della comunicazione

Se lavori in comunicazione, marketing, UX, customer experience: hai un’opportunità e una responsabilità. L’opportunità è quella di essere il difensore del cliente all’interno dell’azienda. Di essere la voce che dice: “No, questo messaggio non è accettabile”. Non è sempre facile. Ci sono pressioni dal legal, dal management, dalle vendite. Ma la qualità della comunicazione aziendale dipende da persone che hanno il coraggio di opporsi a messaggi confusi.

Alle aziende

La trasparenza non è un costo, è un investimento. Un cliente che si sente rispettato è un cliente che resta. E in un mercato sempre più competitivo, la fiducia è il vero vantaggio competitivo.

Alcune domande che ogni CEO dovrebbe porsi:

  • Quanto stiamo perdendo in customer churn a causa di comunicazioni poco chiare?
  • Quanto costa il nostro customer care per gestire confusione evitabile?
  • Quale danno reputazionale stiamo subendo sui social media?
  • Come vogliamo essere percepiti dai clienti tra 5 anni?

Ai consumatori

Conoscere i propri diritti è fondamentale. Quando ricevi una comunicazione di modifica contrattuale:

  • Hai sempre diritto a recedere senza penali
  • Hai diritto a informazioni chiare e comprensibili
  • Se qualcosa non è chiaro, puoi (e devi) chiedere spiegazioni
  • Puoi segnalare pratiche scorrette all’AGCOM

E soprattutto: non sentirti in colpa se non capisci. Se un messaggio è confuso, il problema non sei tu.

Ai regolatori

Le normative attuali si concentrano sull’obbligo di informare, ma non sulla qualità dell’informazione. Forse è tempo di aggiornare le regole:

  • Standard di leggibilità misurabili (es. indice di Flesch-Vacca)
  • Template approvati per comunicazioni standardizzate
  • Testing obbligatorio su campioni di utenti reali
  • Sanzioni per comunicazioni dimostratamente fuorvianti

Conclusione: la comunicazione è rispetto

Quando un’azienda scrive “CONFERMO ON” per dire “rifiuto”, quando mette tre date diverse nello stesso messaggio, quando usa un linguaggio burocratico incomprensibile, sta mandando un messaggio molto chiaro (paradossalmente): “Non mi interessa che tu capisca. Mi interessa solo coprirmi legalmente”.

Ma la comunicazione è, fondamentalmente, un atto di rispetto. Comunicare chiaramente significa rispettare il tempo del destinatario, la sua intelligenza, il suo diritto a fare scelte consapevoli. E in un mondo sempre più complesso, in cui siamo bombardati da informazioni, notifiche, messaggi, la chiarezza non è un optional. È un dovere etico.

Quindi la prossima volta che ricevi un SMS incomprensibile dal tuo operatore, ricordati: non sei tu che non capisci. Sono loro che non hanno voluto farti capire. E questo, in un mercato libero e concorrenziale, dovrebbe costare loro molto di più di quanto pensano di guadagnare.

SMS aumento TIM 40916: è obbligatorio rispondere?

Molti utenti che ricevono l’sms aumento TIM 40916 si chiedono se sia obbligatorio inviare una risposta. No, non è obbligatorio rispondere inviando “CONFERMO ON” al 40916. Se non fai nulla, l’aumento di 1,99€ al mese entrerà in vigore automaticamente dal primo rinnovo successivo al 14/03.

L’invio dell’SMS serve solo se vuoi mantenere le condizioni attuali (quando previsto dalla comunicazione). In alternativa, hai sempre diritto di recedere gratuitamente entro i termini indicati nel messaggio.

In sintesi:

  • Non rispondi → accetti l’aumento
  • Invi “CONFERMO ON” → mantieni l’offerta attuale (se previsto)
  • Recedi → puoi cambiare operatore senza penali

Se qualcosa non è chiaro, il problema non sei tu. È il modo in cui viene scritto il messaggio.

❓ FAQ – SMS aumento TIM 1,99€

Ho ricevuto un SMS aumento TIM da 1,99€: è obbligatorio rispondere?

No, non è obbligatorio rispondere.
Se non fai nulla, l’aumento entrerà in vigore automaticamente alla data indicata nel messaggio.
L’SMS (ad esempio “CONFERMO ON” al 40916) serve solo se vuoi mantenere le condizioni precedenti, quando previsto dalla comunicazione.

CONFERMO ON TIM cosa significa esattamente?

Nel caso specifico dell’SMS aumento TIM, “CONFERMO ON” non significa accettare l’aumento, ma aderire alla possibilità di mantenere l’offerta attuale senza variazioni di prezzo.
È una formula controintuitiva, perché il verbo “confermo” suggerisce normalmente accettazione, mentre qui indica l’opzione alternativa.

Cosa succede se non rispondo allo SMS aumento TIM?

Se non invii alcun SMS e non eserciti il diritto di recesso, il contratto continuerà alle nuove condizioni economiche, con l’aumento di 1,99€ al mese.
Il silenzio, in questo caso, equivale all’accettazione automatica della modifica.

Posso cambiare operatore senza penali dopo un SMS aumento TIM?

Sì. In caso di modifica unilaterale del contratto, hai diritto a recedere gratuitamente entro i termini indicati nella comunicazione ricevuta.
Questo significa che puoi: cambiare operatore, cessare la linea, oppure migrare ad altra offerta senza costi di recesso anticipato (salvo eventuali rate residue per dispositivi).

L’SMS aumento TIM è una truffa?

No, se proviene effettivamente dal tuo operatore e riporta riferimenti ufficiali (numero mittente, link verificabile, comunicazione coerente con il tuo contratto). Tuttavia, è sempre buona norma controllare che il messaggio non contenga link sospetti o richieste di dati personali.

Se la tua azienda scopre gli aumenti “a sorpresa” solo quando arrivano gli SMS, c’è un problema.
Per molte PMI la telefonia è un costo che cresce in silenzio: opzioni cambiate, condizioni poco leggibili, servizi attivati “per inerzia”. Io aiuto imprenditori e professionisti a mettere ordine (linee, SIM, centralino/VoIP, connettività), tagliare gli sprechi e avere costi chiari e una gestione più semplice.
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L’AUTORE DI QUESTO BLOG

Massimo Marucci, consulente di telefonia aziendale, ritratto professionale in ufficio

Sono nato e vivo a Monza. Un diploma da Grafico Pubblicitario, un altro da Perito Commerciale e oltre vent’anni di esperienza nel mondo delle telecomunicazioni. Marito di Tiziana, padre di Francesca e (da quando è arrivato Pepe, il chihuahua adottato) pure dog-sitter part-time. Mi appassionano l’arte, la comunicazione e – ovviamente – le tecnologie.
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