
TIM e Poste, l’alleanza che non ti aspettavi: tra finanza, telecomunicazioni e pagamenti digitali, cosa cambia davvero per le aziende?
C’è una nuova coppia nel mondo delle telecomunicazioni italiane, e no, non è l’ennesima love story tra operatori virtuali e tariffe che spariscono dopo sei mesi. Stavolta parliamo di due colossi: TIM e Poste Italiane.
E qui, lo so, qualcuno già sta ridendo: “L’ex monopolista delle TLC che si allea con l’ex monopolista delle poste? Manca solo la Rai che si mette a vendere fibra, e poi siamo a posto”.
Ma dietro questa mossa c’è più strategia di quanto sembri. Facciamo ordine.
TIM e Poste Italiane: cosa è successo?
Cassa Depositi e Prestiti (CDP), che possedeva una quota di TIM, ha deciso di scambiare le azioni con Poste Italiane. Risultato: un’alleanza strategica tra TIM e Poste che potrebbe cambiare molte cose.
- Poste diventa il secondo socio di TIM, dopo Vivendi, con l’9,8% del capitale.
- CDP sale in Nexi, il colosso dei pagamenti digitali, portando la sua quota al 18,3%.
Insomma, un bel giro di sedie, dove a rimettersi comodi sono sempre i grandi gruppi finanziari.
Ma perché Poste entra in TIM?
Perché la telefonia e il settore finanziario stanno diventando sempre più intrecciati. Poste non è più solo quella che ti portava la bolletta a casa, ma un gigante che offre conti, carte, prestiti, assicurazioni e, da tempo, anche connettività. Inoltre, l’accordo TIM e Poste può rafforzare entrambe le aziende.
E TIM, dal canto suo, non è solo quella che ti fa venire i nervi con le fatture, ma il player principale delle telecomunicazioni italiane, con una rete (ancora) strategica per il Paese.
Quindi? Quindi, Poste ha deciso di mettere un piede ancora più saldo nelle TLC. Il che significa che potrebbe spingere ancora di più sulle sue offerte di telefonia e internet, puntando su chi ha già un conto o altri servizi con loro.
E magari, perché no, infilarti una SIM con la stessa facilità con cui un tempo ti rifilavano il libretto postale.
Cosa cambia per gli imprenditori?
E qui arriva il bello: per chi ha un’azienda, cambia poco o niente.
Le manovre finanziarie vanno avanti, ma i problemi della telefonia aziendale restano gli stessi. Anche con l’intesa tra TIM e Poste, le sfide quotidiane non cambiano:
- Le bollette vanno capite (e spesso decifrate con il codice Enigma).
- Le reti devono funzionare, indipendentemente da chi le possiede.
- I servizi devono essere chiari, senza sorprese alla voce “costi extra”.
La vera domanda è: chi seguirà i clienti in tutto questo marasma? Perché mentre gli azionisti si scambiano quote, gli imprenditori vogliono solo certezze.
E qui sta il punto: un consulente serio fa la differenza. Non è la fusione TIM-Poste che decide se la tua azienda avrà una connessione stabile o se il centralino cloud funzionerà quando serve. È chi ti segue e ti aiuta a evitare le solite trappole del settore.
Quindi, meglio aspettare o muoversi?
Se pensi che queste mosse possano stravolgere il mercato e portare rivoluzioni per la tua azienda, ti dico subito: calma e gesso.
Le vere svolte si vedono nel tempo, e quello che conta davvero è scegliere oggi un partner che ti segua nel tempo. Perché alla fine, che l’azionista sia Vivendi, Poste o Topolino, a te serve una telefonia aziendale che funzioni, senza perdite di tempo e denaro. Scegliere tra TIM e Poste può fare la differenza.
E per quello, sai chi chiamare.
La finanza cambia, la telefonia deve funzionare
Mentre TIM e Poste si scambiano quote e Cassa Depositi e Prestiti si rafforza in Nexi, la realtà è che le aziende hanno bisogno di qualcosa di più semplice: un servizio che funzioni e qualcuno che risponda quando serve.
Io sono qui per questo. E, tranquillo, non ti infilerò una SIM nel pacco della pensione.
P.S. Lo so, questa storia sembra un po’ il ritorno del monopolio. Ma dai, almeno stavolta non c’è il gettone telefonico.
Link utili per approfondire l’argomento:
- Italy’s Poste swaps its holding in Nexi with CDP’s stake in Telecom Italia
- Tim, entra Poste esce Cdp. Focus su Iliad e sul dossier rete unica
- TIM entra in casa tua anche con luce e gas: nasce TIM Energia powered by Poste Italiane

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