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Dal “Telefono Rosso” al “Telefono Erotico-Sanitario”: storia di un’eccellenza italiana (della truffa)

11/03/2026 by Massimo Marucci Lascia un commento

Esempio di SMS truffa finto CUP su smartphone con richiamo a numero a sovrapprezzo 893

Sesso, bugie e callback phishing: quando l’emergenza sanitaria diventa la nuova frontiera del business telefonico a sovrapprezzo

C’era una volta il fascino del proibito, i numeri che iniziavano con 144 e le bollette che facevano svenire i padri di famiglia negli anni ’90. Oggi, il settore si è evoluto. Se ricevi un SMS che ti implora di chiamare con urgenza il CUP (Centro Unico Primario) o il CAF per “importanti comunicazioni”, non pensare che la burocrazia italiana sia diventata improvvisamente efficiente. Benvenuto nel magico mondo del callback phishing. Tradotto in italiano: l’SMS truffa finto CUP.

La crisi del settore (e come risolverla con l’SMS truffa del finto Cup)

Dobbiamo spezzare una lancia in favore della “creatività” imprenditoriale nostrana. Prendiamo il caso di Jetcom Srl, gestita da una commerciante di Portici che, con onestà quasi commovente, ammette il calo del fatturato nelle telefonate erotiche: le “ragazze mature” di 69incontri.it non tirano più come un tempo.

Qual è la soluzione per risollevare gli affari? Semplice: riciclarsi nella sanità. Se il mercato del sesso piange, quello delle liste d’attesa e dei problemi fiscali ride. Così, i numeri a sovrapprezzo (quelli che iniziano per 893) smettono di promettere desideri bollenti e iniziano a promettere appuntamenti medici. Il costo? Sempre lo stesso: 2 euro al minuto per ascoltare una musichetta d’attesa o parlare con un operatore che “verifica al terminale” il nulla cosmico finché non cade la linea.

Lo Stato: un partner commerciale generoso

La parte più esilarante di questa filiera è il ruolo del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit). Il Ministero vende questi numeri a lotti di 100 al prezzo stracciato di 5 euro l’uno. È praticamente un affare da mercatino dell’usato, con la differenza che il Mimit non ha la minima idea di chi li stia usando davvero, né di quanto traffico generino.

Ma non temete, lo Stato non è del tutto assente: passa regolarmente all’incasso per prendersi il 22% di IVA su ogni euro sottratto ai cittadini, oltre ai 664.000 euro annui per le concessioni. Una partnership pubblico-privato che funziona a meraviglia, almeno per loro.

SMS truffa del finto Cup: una torta per tutti (tranne che per te)

In questa “catena della solidarietà”, nessuno resta a bocca asciutta:

  • Le compagnie telefoniche si tengono tra il 30 e il 50% del bottino.
  • Gli intermediari (società romane con sedi in Irlanda o uffici di commercialisti) scalano le loro piccole percentuali.
  • Le società di SMS massivi (come Skebby) garantiscono, con meno di 3.000 euro, l’invio di 36.000 esche digitali a profili già pronti per l’uso.

Il risultato? In una sola settimana, un singolo numero-frode può incassare 24.000 euro. Moltiplicate il tutto per i circa 3,9 milioni di italiani presi di mira ogni anno e otterrete un business da 600 milioni di euro.

Perché nessuno fa nulla contro gli SMS truffa?

Il genio finale sta nella soglia del dolore. Chi mai andrebbe alla Polizia Postale o in Procura a sporgere denuncia per 10 o 15 euro spariti in bolletta?. La burocrazia per riaverli costa più della truffa stessa. Ed è proprio su questo pigro silenzio che i “professionisti” del settore hanno costruito un impero, convinti che, dopotutto, “i veri criminali siano altri”.

Quindi, la prossima volta che il vostro telefono vibra per una “comunicazione urgente dal CUP”, sorridete: siete appena stati invitati a finanziare la riconversione industriale di un ex sito di incontri. E il Ministero ringrazia.

FAQ: Capire i termini tecnici della truffa

Cos’è il CUP menzionato negli SMS?
Nei messaggi fraudolenti, l’acronimo viene sciolto come Centro Unico Primario. Si tratta di un nome scelto ad arte per simulare il reale servizio di prenotazione sanitaria e spingere l’utente a richiamare credendo di avere una comunicazione ufficiale dall’Asl.

Cosa si intende per “Callback Phishing”?
È una tecnica di frode in cui la vittima, attirata da un’esca (l’SMS), contatta attivamente i criminali. In pratica, è l’utente stesso a mettersi nelle mani dei truffatori effettuando la chiamata.

Cosa sono i numeri che iniziano con 893?
Sono numeri a sovrapprezzo. Appartengono allo Stato e il Mimit (Ministero delle Imprese e del Made in Italy) li concede in uso agli operatori telefonici in lotti da 100 al prezzo di circa 5 euro a numero.

Quanto costa davvero la chiamata?
La tariffa applicata da questi numeri-frode è di 2 euro al minuto. Spesso gli operatori utilizzano musichette d’attesa o finte verifiche al terminale per prolungare la telefonata e aumentare l’addebito in bolletta.

Chi sono gli altri enti citati (CAF, ASI)?
Sono acronimi utilizzati nei messaggi per variare l’esca: il CAF simula il Centro di Assistenza Fiscale, mentre l’ASI è un altro riferimento istituzionale fittizio usato per generare urgenza nel cittadino.

Chi guadagna da questo sistema?
La torta dei 2 euro al minuto è spartita tra: le compagnie telefoniche (che trattengono tra il 30 e il 50%), le società concessionarie dei numeri, gli intermediari e infine il call center. Anche lo Stato incassa regolarmente il 22% di IVA su ogni telefonata truffaldina.

Perché la truffa non viene fermata subito?
Per bloccare i numeri e chiedere risarcimenti serve una denuncia alla Polizia Postale. Poiché il danno per il singolo cittadino è spesso contenuto (10-15 euro), quasi nessuno sporge denuncia, permettendo al business di generare circa 600 milioni di euro l’anno.


Ti è piaciuto questo articolo? Se hai ricevuto anche tu uno di questi SMS, raccontami la tua esperienza nei commenti (ma non richiamare mai quel numero, nemmeno se ti promettono un’ecografia in 24 ore).

Questo articolo si basa sui dati e sulle testimonianze raccolte dall’inchiesta “Abbiamo scoperto chi invia gli sms-truffa dei finti Cup” del Corriere della Sera

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