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Mbps, MB/s e altre sigle usate per confonderti: la verità sulla velocità della tua connessione

26/11/2025 by Massimo Marucci Lascia un commento

Codice binario blu che scorre in verticale, stile Matrix, concetto di velocità Internet e dati digitali.

Perché se continui a leggere “fino a 1 Giga” senza sapere cosa significa, gli operatori continueranno a venderti l’illusione della velocità

In sintesi
Ecco cosa devi sapere: la velocità di Internet si misura in bit, non in Byte; i famosi “mega” degli operatori non sono i mega dei computer; 100 Mbps non sono 100 MB/s; e la fibra FTTC non è la fibra FTTH (anche se qualcuno la spaccia come tale). Ti spiego tutto con esempi semplici, ironici e soprattutto onesti.

Velocità Internet e differenza tra Mbps e MB/s: perché nessuno ci capisce niente

La telefonia riesce in un’impresa straordinaria: vendere numeri giganteschi che fanno credere al cliente di essere pronto per la NASA, salvo poi trovarsi con un computer che scarica alla velocità di un tostapane Wi-Fi.

Tutto parte da qui: la velocità delle connessioni Internet non è intuitiva, e gli operatori ci giocano sopra da anni, perché “1 Giga” fa scena, “125 MB/s” un po’ meno.

Nel mezzo c’è l’utente, convinto di aver comprato un razzo ipersonico, salvo poi scoprire che quei famosi mega sono… altri mega.

Benvenuto nel paese dei Mbps, dei MB/s e delle sigle inventate per sembrare moderne.

Bit e Byte: i due fratelli che tutti confondono

Prima di parlare di fibra, di FTTH, FTTC, rame, latenza e speedtest, serve la base.
Non preoccuparti: niente formule, solo realtà.

  • bit (b) = l’unità più piccola, 0 o 1
  • Byte (B) = 8 bit

Se vuoi una metafora da bar (che è sempre la migliore):

  • Il bit è una goccia
  • Il Byte è il cucchiaio
  • Gli operatori ti parlano in gocce
  • Il tuo computer invece ragiona in cucchiai

Ecco perché sembra sempre che tu vada “più lento”: tu guardi i cucchiai, loro ti vendono le gocce.
Fine del mistero.

Perché gli operatori usano i bit: il trucco dei numeri giganti

Semplicissimo: fa più scena.

  • 100 Mbps sembra tantissimo
  • 12,5 MB/s sembra una robetta

Eppure… sono la stessa cosa.

Gli operatori mostrano il numero più grande possibile. È legale, eh, ma è come dire “ho corso 42.000 metri!” invece di “ho fatto una maratona”.

È lo stesso concetto, ma sembra più eroico.

Quanta velocità Internet serve alle PMI (e cosa significa davvero Mbps)

Te lo dico subito: molto meno di quanto ti “raccontano”.

Vediamo dei casi reali:

  • 30–50 Mbps → ufficio piccolo, email, cloud leggero
  • 100–300 Mbps → PMI con backup, Teams, gestionale in cloud
  • 1 Gbps o più → studi professionali con upload forti (grafici, architetti, fotografi, ecc.)

Il problema non è quasi mai la velocità.
Il problema è la stabilità e l’upload, che ormai è l’organo vitale della produttività moderna, ma pochi lo guardano (e molti operatori lo nascondono sotto il tappeto).

FTTC e FTTH: come cambia la velocità Internet e la differenza tra Mbps e MB/s

Ora entriamo nel punto più dolente.

FTTC (Fiber To The Cabinet)

Fibra fino all’armadio in strada → poi rame fino a casa/ufficio.
Il rame è come il nonno che fuma da 50 anni: non ha più lo sprint.

Velocità tipiche:

  • 70–120 Mbps in download
  • 15–22 Mbps in upload

Esteticamente la vendono come “fibra”, ma è fibra ibrida.
È come vendere una Tesla con gli ultimi 300 metri di motore a benzina: ci arrivi, eh, ma non è esattamente la stessa cosa.

FTTH (Fiber To The Home)

Fibra vera, pura, continua, integrale, senza glutine, senza rame.

Velocità tipiche:

  • 500–2500 Mbps, a seconda dell’operatore
  • 100–300 Mbps in upload

E soprattutto: stabilità totale.

Qui sì che si vola.

Speedtest: perché il numero che vedi non è quello promesso sul volantino

Lo speedtest è come la bilancia in bagno: dice la verità, ma non sempre quella che vorresti.

Ci sono mille variabili:

  • Wi-Fi congestionato
  • Cavo di rete assente
  • Scheda di rete vecchia
  • Laptop che supporta solo 300 Mbps
  • Router posizionato in mezzo all’acquario
  • Interferenze dai vicini
  • Server dello speedtest intasato
  • Tantissime app aperte in background

E poi la regola d’oro che nessuno dice mai:

👉 Una linea da 1 Gbps non ti farà mai scaricare a 1 GB/s.

Il motivo? Sempre lo stesso: bit vs Byte.

1 Gbps = 125 MB/s
(che è comunque tanta roba)

Esempi concreti per capire la velocità Internet e la differenza tra Mbps e MB/s (che capisce anche chi odia i numeri)

🔸 File da 1 GB

  • Con 100 Mbps → circa 1 minuto e mezzo
  • Con 1 Gbps → 8–9 secondi

🔸 Video Full HD su Netflix

  • Bastano 5 Mbps

🔸 Videocall Zoom in qualità alta

  • Bastano 3–4 Mbps

🔸 Backup cloud per PMI

  • Ti serve un upload serio (50–200 Mbps), non il download.

Cosa fare quando la velocità Internet è lenta (e perché i Mbps non bastano)

In ordine di probabilità vera, non da manuale tecnico:

  1. Spegni e riaccendi il router
  2. Prova un cavo di rete al posto del Wi-Fi
  3. Cambia stanza (il muro di cemento armato non è tuo amico)
  4. Controlla se hai Netflix aperto su 3 TV contemporaneamente
  5. Fai uno speedtest via cavo
  6. Verifica se sei in FTTC o FTTH (molti scoprono di essere in FTTC dopo anni)

Se anche così non va, allora si entra nel mio campo: risolvere i problemi che la teoria non prevede.
E lì ci sono io: WhatsApp diretto →

Scrivimi su WhatsApp: 346 500 9751

L’importante non è la velocità, ma capire cosa ti stanno vendendo

La telefonia vive di numeri.
Numeri enormi.
Numeri scintillanti.
Numeri che sembrano scritti da un grafico ubriaco.

La realtà?
La maggior parte degli utenti non ha bisogno di un gigabit: ha bisogno di chiarezza.

Capire bit, Byte, Mbps, FTTC e FTTH non è fisica quantistica — è semplicemente l’unico modo per non comprare un servizio credendo che sia un altro.

E quando la velocità finisce nei volantini, diventa marketing.
Quando finisce nelle mani giuste, diventa produttività.

E qui scegli tu da che parte stare.

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L’AUTORE DI QUESTO BLOG

Massimo Marucci, consulente di telefonia aziendale, ritratto professionale in ufficio

Sono nato e vivo a Monza. Un diploma da Grafico Pubblicitario, un altro da Perito Commerciale e oltre vent’anni di esperienza nel mondo delle telecomunicazioni. Marito di Tiziana, padre di Francesca e (da quando è arrivato Pepe, il chihuahua adottato) pure dog-sitter part-time. Mi appassionano l’arte, la comunicazione e – ovviamente – le tecnologie.
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