
Pensavi che l’unico a spiarti fosse Google per venderti pubblicità su quel frullatore che hai cercato per sbaglio? Sorpresa! C’è chi si spinge ben oltre
Dal Grande Fratello a quello vero
Pensavi che l’unico a spiarti fosse Google per venderti pubblicità su quel frullatore che hai cercato per sbaglio? Sorpresa! C’è chi si spinge ben oltre. Nei giorni scorsi, Meta ha avvisato un centinaio di persone – tra giornalisti e attivisti – di essere finite nel mirino di Graphite, lo spyware sviluppato dall’israeliana Paragon Solutions. E, tanto per non farsi mancare nulla, tra gli spiati ci sono anche due italiani.
Ma andiamo con ordine. Cosa fa esattamente questo Graphite e perché dovrebbe interessarti? Facciamo un viaggio nel mondo degli spyware e vediamo quanto siamo davvero al sicuro.
Graphite: lo spyware che si installa da solo
Se finora credevi che per farti infettare il telefono servisse cliccare su un link strano o scaricare un’app di dubbia provenienza, preparati a una brutta sorpresa. Graphite è uno spyware zero-click, ovvero si installa automaticamente sullo smartphone della vittima senza bisogno di alcuna azione da parte sua. Basta ricevere un messaggio infetto su WhatsApp o altre app di messaggistica ed è fatta: lo spyware prende il controllo e inizia a spiare tutto.
Cosa significa in pratica?
- Può leggere i tuoi messaggi, anche quelli crittografati di Signal o Telegram.
- Può accedere al microfono e alla fotocamera, trasformando il tuo telefono in una cimice.
- Può rubare file, contatti e persino le password.
Il tutto senza che tu ti accorga di nulla. Nemmeno una notifica, nessun avviso, niente di niente.
Chi è stato spiato e perché
Meta non ha rilasciato la lista completa dei nomi, ma sappiamo già di Luca Casarini, capo missione della ONG Mediterranea, e di Francesco Cancellato, direttore di Fanpage.it. Entrambi hanno ricevuto una comunicazione ufficiale che li avvisava di essere stati spiati con Graphite.
Ma il punto non è solo chi è stato spiato, ma chi compra e utilizza questi software. Paragon Solutions ha dichiarato di vendere il suo spyware solo a governi e agenzie governative per operazioni di intelligence e sicurezza. In teoria, quindi, sarebbe usato per combattere il terrorismo e la criminalità organizzata. In pratica, sappiamo bene che questi strumenti vengono spesso usati per spiare giornalisti, attivisti e oppositori politici.
E se succedesse a te?
Ok, magari non sei un giornalista investigativo o un attivista sotto attacco, ma non pensare che certe tecnologie non ti riguardino. Il mercato degli spyware è più vivo che mai, e la tua privacy è sempre più in pericolo. Non servono software iper-sofisticati: già oggi, il tuo operatore telefonico e le app che usi ogni giorno raccolgono una quantità spaventosa di dati su di te.
E poi c’è la questione delle falle di sicurezza. WhatsApp e altre app crittografate possono essere affidabili, ma lo restano solo fino al prossimo bug che qualche società di cybersecurity troverà e venderà al miglior offerente.
Come proteggersi (senza diventare paranoici)
Diciamolo subito: se un governo vuole spiarti, ti spia. Tuttavia, puoi almeno rendere la vita più difficile a chi cerca di ficcare il naso nei tuoi affari:
- Aggiorna sempre il sistema operativo e le app. Le patch di sicurezza servono proprio a tappare le falle.
- Evita di scaricare PDF, link o file strani su WhatsApp e Telegram. Anche se arrivano da numeri fidati.
- Usa una VPN per nascondere la tua posizione e crittografare la tua connessione.
- Disattiva il microfono e la fotocamera per le app che non ne hanno bisogno.
La privacy è un lusso?
Dopo il caso Pegasus, ora arriva Graphite. Tra spyware ultra-sofisticati e pubblicità che sembrano leggerti nel pensiero, viene da chiedersi: la privacy è ancora un diritto o sta diventando un lusso?
Se vuoi approfondire un altro lato inquietante della questione – ovvero perché il tuo telefono sembra ascoltarti anche quando non dovrebbe – ti consiglio di dare un’occhiata a questo articolo:
Non dico che dopo lo leggerai con il telefono spento… ma poco ci manca!

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