
Quando la deducibilità delle spese telefoniche per le PMI può arrivare al 100% (e perché, nella realtà, riguarda pochi)
“Massimo, ma la deducibilità delle spese telefoniche per PMI è sempre l’80%, giusto?”
È una frase che mi sento dire spesso. Arriva dal piccolo negozio come dallo studio professionale, dall’artigiano come dall’azienda un po’ più strutturata. È diventata una specie di verità condivisa, di quelle che non si mettono più in discussione perché funzionano, semplificano, evitano di farsi troppe domande.
Le spese telefoniche si deducono all’80%. Punto.
Il problema è che questa frase è comoda, ma incompleta. E come tutte le cose comode, rischia di diventare una scorciatoia mentale più che una reale comprensione del tema.
Deducibilità spese telefoniche PMI: perché il limite è all’80%
La regola dell’80% non nasce per caso. L’articolo 102 del TUIR stabilisce che i costi legati alla telefonia — dispositivi, canoni, manutenzione — sono deducibili in questa misura perché si basano su una presunzione molto semplice: la telefonia si presta all’uso promiscuo.
Uno smartphone aziendale può essere usato anche per scopi personali, una linea fissa può servire a qualcosa che non ha a che vedere con il lavoro, e distinguere ogni singolo utilizzo sarebbe complesso, oltre che poco realistico. Il legislatore ha quindi scelto una via pratica, introducendo una percentuale forfettaria che tenga conto di questa ambiguità.
Non è una penalizzazione. È una semplificazione.
Nel tempo, però, questa semplificazione è diventata una regola assoluta, qualcosa che non si mette più in discussione. Ed è qui che si perde un pezzo del ragionamento.
Quando le spese telefoniche sono deducibili al 100%
Esistono situazioni in cui quel limite dell’80% non si applica. Non perché ci sia un trucco, ma perché cambia la natura stessa del costo.
Quando la telefonia è direttamente collegata ai ricavi e non è suscettibile di utilizzo promiscuo, può essere dedotta integralmente. È quanto chiarito anche dall’Agenzia delle Entrate con la risposta n. 71/2026, che distingue tra costi che contribuiscono indirettamente all’attività e costi che, invece, generano direttamente ricavi
In questi casi, la telefonia non è più un semplice strumento operativo. Diventa parte integrante del servizio offerto al cliente.
Spese telefoniche aziendali: la differenza tra uso interno e servizi venduti
Per capire dove ci si colloca, è utile distinguere tra due scenari che nella pratica spesso vengono confusi.
Da una parte c’è la telefonia utilizzata per il funzionamento interno dell’azienda: telefoni, SIM, connessioni degli uffici. Sono strumenti indispensabili per lavorare, ma contribuiscono in modo indiretto alla produzione del reddito. In questo caso, il limite dell’80% resta perfettamente coerente.
Dall’altra parte c’è la telefonia che entra direttamente nel servizio venduto al cliente. Succede in contesti specifici, come nelle aziende IT o nei servizi gestiti, dove la connettività o il traffico dati diventano parte dell’offerta commerciale. Qui la telefonia smette di essere un supporto e diventa contenuto.
La differenza non è sempre evidente, ma è decisiva.
Perché, nella pratica, quasi tutte le PMI restano all’80%
A questo punto è giusto dirlo chiaramente: per la stragrande maggioranza delle PMI, la deducibilità al 100% non è un obiettivo realistico.
Non perché stiano sbagliando qualcosa, ma perché la loro telefonia non è un prodotto. È uno strumento.
Un ristorante, un negozio, uno studio professionale o un artigiano utilizzano la telefonia per lavorare, per restare in contatto con i clienti, per raccogliere ordini, per organizzare l’attività quotidiana. Ma non la rivendono, non la integrano in un servizio complesso, non la attribuiscono in modo analitico a specifiche commesse.
In questo contesto, l’80% non è una limitazione. È la naturale conseguenza del modo in cui la telefonia viene utilizzata.
Il vero nodo: non è la norma, è come usi la telefonia
C’è un aspetto che spesso viene trascurato, ma che in realtà è il più importante.
Nella maggior parte delle PMI, non è la norma fiscale a determinare il livello di deducibilità delle spese telefoniche. È il modo in cui la telefonia è organizzata e gestita.
Quando i costi non sono separati, quando l’uso è indistinto, quando non esiste un sistema di tracciamento, l’80% diventa inevitabile. Ed è giusto così, perché riflette una realtà operativa precisa.
Al contrario, arrivare al 100% richiede un livello di struttura, controllo e analisi che esula dalla quotidianità di molte imprese.
Il fraintendimento da evitare
Il rischio di questo tipo di temi è sempre lo stesso: trasformare un chiarimento tecnico in una promessa implicita.
“Quindi posso dedurre tutto al 100%.”
La risposta, nella maggior parte dei casi, è no.
Non perché non sia possibile in assoluto, ma perché non è coerente con il modello operativo di molte PMI. E forzare questa lettura rischia di creare più problemi che vantaggi.
Deducibilità spese telefoniche PMI: il vero cambio di prospettiva
A questo punto diventa chiaro che il tema non è quanto puoi dedurre, ma che ruolo ha la telefonia nella tua azienda.
Se è semplicemente uno strumento per lavorare, resterà tale, con tutte le conseguenze del caso. Se invece diventa parte del valore che offri al cliente, allora cambia anche il modo in cui viene trattata, anche dal punto di vista fiscale.
Ma questa è una conseguenza, non l’obiettivo.
Morale della favola
Se oggi ti limiti all’80%, probabilmente non è un problema fiscale.
È il segnale di come stai usando la telefonia nella tua azienda.
E nella vita reale delle PMI, si perde molto più valore in una linea che non funziona, in una connessione instabile o in un servizio mal progettato… che in un 20% di deduzione fiscale.
Al di là della deducibilità, il vero tema è un altro: affidabilità, continuità e struttura.
Se vuoi fare chiarezza su come stai usando la telefonia nella tua azienda, scrivimi.
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