Lo so, forse con la telefonia c’entra poco, o forse no, ma quando c’è di mezzo Apple non si può far finta di niente. E allora seguimi in questo racconto di un pomeriggio passato ad ammirare lo “smartwatch” della casa di Cupertino.
Venerdì 17 aprile, ore 14,30 circa, arrivo davanti al ristorante “Carlo e Camilla, in Segheria” di chef Cracco a Milano (luogo scelto da Apple per presentare per la prima volta in Italia gli Apple Watch.)
Davanti all’ingresso del locale devo farmi largo tra addetti alla sicurezza e hostess dalle gambe chilometriche.
Un breve passerella (costruita ad hoc e che fa molto Hollywood) mi introduce nei locali del ristorante, che per l’occasione sono stati sgombrati dai tavoli e dalle sedie che normalmente occupano gli spazi a disposizione dei clienti di Cracco.
Le luci sono basse, quasi inesistenti. Le uniche fonti luminose sono quelle che provengono dai ripiani che ospitano, protetti da una teca di cristallo, come reperti archeologici di inestimabile valore, i preziosi smartwatch Apple.
Lungo i lati di questi banconi, decine di ragazzi e ragazze tutti in nero, tranne che per il logo Apple che si staglia bianchissimo all’altezza del cuore.
Molti di loro sono stranieri. E tutti elargiscono sorrisi con generosità.
Le luci soffuse e l’architettura post-industriale e grezza del locale, sono in prefetto contrasto con la meraviglia tecnologica più ambita del momento e con la sua promessa commerciale.
Esposti si trovano i 3 modelli: Apple Watch Sport, con cinturino in gomma e cassa in alluminio, Apple Watch, con cinturino in diversi materiali e cassa in acciaio, e Apple Watch Edition, la versione extralusso con cassa in oro giallo o rosa.
Lo ammetto, l’atmosfera è suggestiva e su di me esercita un certo fascino. Mi avvicino cauto alle teche per toccare con mano uno dei tanti orologi esposti.
Subito vengo intercettato da uno dei ragazzi addetti alle presentazioni. Mi parla in inglese, gli rispondo in italiano; sorridiamo entrambi. Non c’è molto da dire: sono lì perché voglio provare uno di questi benedetti gingilli!
Et voilà le jeux sont fait! 😀
In pochi secondi mi ritrovo al polso il modello che vedi nella foto. Mi sento come un bimbo nel paese dei balocchi: comincio a toccare l’orologio, a girare la rotellina, a pizzicare lo schermo…
Nel frattempo il giovanotto continua a parlarmi e a descrivere cose, ma non lo sento. Non sento niente. Apro il cinturino, chiudo il cinturino, insisto a picchiettare lo schermo con la punta delle dita come sono abituato a fare col mio iPhone. Sono chiaramente in preda a un delirio mistico-tecnologico. Sino a quando non mi tocca di restituirlo.
Riprendo a girare per la sala, scatto ancora qualche foto. Questa volta agli Apple Watch più colorati e appariscenti. Sono sincero, li comprerei tutti. Ma sono anche consapevole che il mio giudizio e totalmente influenzato dall’atmosfera del luogo, dall’impareggiabile maestria che Apple dimostra in queste occasioni, con la sua capacità di affascinare e farti sognare come poche aziende sanno fare.
Ecco, questo è quello che ho visto e sentito. Non ti parlerò di caratteristiche tecniche (Per quelle ti basta andare direttamente sul sito Apple) e nemmeno di tutto quello che l’Apple Watch può fare accoppiato al tuo iPhone. Desideravo solamente portarti con me alla presentazione a cui ho assistito e farti vivere le sensazioni che io ho provato.
Se anche tu vuoi conoscere la mia impressione, ti risponderò esattamente come ho fatto qualche giorno fa con un amico che mi chiedeva la stessa cosa su Facebook: NE VENDERANNO TANTI!






Io ho avuto modo di provarlo in un negozio delle mie parti http://ateamstore.it, che per il lancio hanno deciso di fare un evento simile. Da premettere che non sono un gran fan della Apple, tuttavia devo ammettere che il prodotto è ben costruito e pensato, i miei dubbi sono sull’effettiva utilità di questo oggetto, parlo di smartwatch in genere. Comprare un accessorio per utilizzare meno, o in maniera indiretta un dispositivo che hai già pagato, e che svolge le sue funzioni egregiamente mi sembra un controsenso. Bisognerà aspettare che finisca la moda degli orologi intelligenti per verificarne l’effettiva utilità. Come sempre non riesco a capire se apple sia più brava a vendere tecnologia o aria fritta.
Io ricordo bene i commenti sul primo tablet di Apple. Molti sostenevano che non avrebbe avuto successo perché non era nient’altro che un iPhone gigante… Non so se le cose andranno diversamente con l’Apple Watch, ma non ci scommetterei 🙂