
I problemi della portabilità mobile? Rari ma possibili. E quando capitano, meglio sapere prima cosa ti aspetta
Cambiare operatore mobile? Facile, rapido, indolore. Così almeno dicono. Eppure i problemi della portabilità mobile esistono eccome e sono quelli fatti di clienti distratti, SIM obsolete, anagrafiche errate e — ogni tanto — leggi di Murphy in grande spolvero.
La portabilità mobile (MNP – Mobile Number Portability) in Italia funziona bene, per carità.
Parliamo di quasi un milione di SIM al mese che migrano da un gestore all’altro (fonte AGCOM) senza drammi.
Però, quando qualcosa va storto — e succede — il cliente si trova improvvisamente a fare i conti con blackout temporanei, numeri irraggiungibili e momenti di panico tecnologico.
Ecco perché oggi voglio raccontare tutti i potenziali problemi della MNP (mobile number portability), quelli che difficilmente un commerciale ti elenca in fase di trattativa (e lo dico con autoironia, visto che il commerciale lo faccio anche io).
La portabilità mobile: un meccanismo solido, ma non infallibile
Non è un sistema fragile: funziona, nella maggior parte dei casi fila liscio. Però quando capita l’intoppo, stai sicuro che ti capita sempre nel momento peggiore:
- MNP avviata.
- Vecchio operatore che disattiva.
- Nuovo operatore che… non attiva.
E il tuo numero finisce nel limbo. Perché quando i problemi della portabilità mobile emergono, spesso lo fanno nel momento peggiore.
Problemi della portabilità mobile più comuni
1️⃣ Errori anagrafici (il grande classico)
Basta poco per versi bocciata la portabilità mobile:
- codice fiscale sbagliato;
- partita IVA errata;
- differenze tra l’intestazione reale e quella percepita;
- numeri aziendali intestati a ex dipendenti o ad amministratori usciti di scena.
Se anche un solo dato non combacia perfettamente, la richiesta viene respinta.
2️⃣ Dati fiscali incongruenti
Spesso nemmeno il cliente sa chi sia l’effettivo intestatario del numero. Succede con aziende che hanno linee aperte negli anni, magari da amministrativi diversi, con situazioni societarie cambiate (trasformazioni da ditta individuale a SRL e così via).
3️⃣ SIM obsolete o profili tecnici non aggiornati
Soprattutto nelle aziende, capita che le SIM siano ancora su profili vecchi:
- ICCID non leggibili;
- incompatibilità col nuovo gestore;
- problemi di provisioning dati e servizi.
4️⃣ Doppie richieste sovrapposte
Classico caso del cliente che firma più proposte:
- una dal nuovo operatore;
- una controfferta del vecchio;
- magari un’altra ancora dal consulente amico.
Le richieste finiscono in conflitto, la portabilità si blocca.
5️⃣ Linea sospesa o bloccata
Se il numero è sospeso per morosità, furto o altro, la MNP viene rifiutata finché la posizione amministrativa non è sanata.
💰 Credito residuo: missione (quasi) impossibile
Cambiare operatore senza perdere soldi non è semplice: ecco cosa sapere (e come difendersi) per tentare la restituzione del credito residuo.
Leggi l’articoloLe prime 48 ore dopo la portabilità: il campo minato
Anche quando la portabilità viene completata formalmente, le prime 24-48 ore sono le più delicate.
- La parte dati spesso funziona a singhiozzo.
- La rete aggancia, poi perde la connessione.
- Alcuni servizi impiegano ore per stabilizzarsi.
Non a caso ai miei clienti consiglio sempre di programmare le portabilità aziendali in giorni “tranquilli” e possibilmente non prima di un weekend importante, una partenza o un viaggio all’estero.
Queste piccole criticità, comunque sia, rientrano nei classici problemi della portabilità mobile che si risolvono da soli entro poche ore.
Problemi portabilità mobile subdoli: raggiungibilità parziale
Altra perla della portabilità:
- Apparentemente tutto funziona.
- Tu chiami, navighi, ricevi SMS.
- Poi qualcuno prova a chiamarti da un operatore diverso… e il numero, guarda un po’, risulta irraggiungibile.
Succede perché non tutti gli operatori aggiornano subito le tabelle di routing. Così, da TIM ti chiamano, da Vodafone no, da WindTre nemmeno a parlarne.
📦 📊 Focus tecnico: le Tabelle della Portabilità
Le tabelle della portabilità (MNP Database) sono il cuore nascosto del sistema di cambio operatore.
✅ Contengono l’informazione aggiornata su quale operatore gestisce ogni numero.
✅ Vengono aggiornate ogni volta che avviene una portabilità.
✅ Servono per instradare correttamente chiamate, SMS e traffico dati.
✅ Consentono la corretta applicazione delle tariffe.
✅ In Italia sono gestite tramite il sistema centrale NCP (Number Portability Database), sotto AGCOM.
💡 Senza queste tabelle, dopo ogni portabilità regnerebbe il caos telefonico.
Il vero incubo: la portabilità a metà
Ogni tanto succede l’incidente peggiore:
- Il vecchio operatore spegne.
- Il nuovo non riesce ad accendere.
- Il numero resta orfano, fuori da entrambe le reti.
Risultato: blackout totale.
- Impossibile chiamare o essere chiamati.
- Nessun SMS.
- OTP bancari che non arrivano.
- Clienti e fornitori persi.
- E commercialisti, avvocati, banche, enti pubblici che non riescono a raggiungerti.
Successe anche a un mio cliente avvocato: CINQUE giorni senza linea. Ticket aperti ovunque, escalation continue, minacce di esposti e querele. E fu proprio in quell’occasione che scoprii l’esistenza — non ufficiale — della famigerata WAR ROOM: un reparto tecnico specializzato che si attiva solo nei casi più gravi per rianimare numeri persi nel limbo. (Esiste davvero, non è leggenda.)
Gli OTP: il panico da “autenticazione negata”
Appena fatta la MNP, capita spessissimo che:
- il traffico voce funzioni,
- la rete dati vada,
- ma gli OTP bancari non arrivino per ore.
I problmei con gli OTP sono abbastanza comuni. Succede perché alcune banche o servizi online impiegano qualche tempo ad aggiornare il routing sul nuovo operatore. Nel frattempo, l’utente entra nel classico panico da “conto corrente bloccato”.
La MNP fatta dall’estero: il rischio extra
Sconsigliata. Se il cliente effettua la portabilità mentre si trova fisicamente all’estero, i problemi si moltiplicano:
- il profilo roaming può non essere ancora pienamente operativo;
- la SIM va a consumo extra UE;
- il cliente comincia ad accumulare costi non previsti.
Meglio sempre effettuare il cambio con il telefono su suolo italiano e in copertura stabile.
La legge di Murphy e il BOSS
Una piccola perla di vita vissuta: una volta ho migrato un’intera flotta aziendale: 150 SIM passate da Vodafone a TIM in un colpo solo. Tutto perfetto su 149 linee. L’unica che si è piantata? Ovviamente quella del grande capo, il boss dell’azienda. Cellulare muto per 24 ore. Il Murphy della portabilità non perdona.
Non demonizziamo (troppo): la MNP in Italia funziona
Nonostante tutto, voglio essere onesto: il sistema MNP in Italia è tra i migliori in Europa.
- Quasi un milione di portabilità al mese si chiudono senza grossi intoppi.
- I problemi gravi sono l’eccezione, non la regola.
- E nella stragrande maggioranza dei casi, anche i problemi che nascono si risolvono nel giro di qualche giorno.
Semplicemente, vale la pena sapere che i problemi della portabilità mobile esistono. Perché, come dico spesso ai miei clienti:
“Meglio sapere dove sono le buche prima di imboccare la strada”.
Il ruolo del consulente vero
Il commerciale spesso ti mostra la promo, il prezzo, il nuovo telefono. Ma il vero valore si vede quando:
- verifichiamo prima l’anagrafica;
- prepariamo il passaggio con le tempistiche giuste;
- ci siamo quando (e se) qualcosa si inceppa.
Perché quando il telefono resta muto, avere un numero di riferimento che risponde, fa la differenza.
In conclusione
Cambiare operatore mobile funziona, e io stesso faccio portabilità ogni mese per decine di aziende. Ma sapere cosa può andare storto, aiuta a non perdere la calma quando incappi nei problemi della portabilità mobile.
Se devi cambiare operatore e vuoi farlo con qualcuno che questi problemi li ha già visti (e risolti), sai dove trovarmi.

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