
Milano, via mecenate, ore 9.45. Parcheggio comodo comodo. Mi guardo attorno cercando di individuare gli studi dove stanno girando la quarta edizione di MasterChef. Ho appuntamento con lo chef più amato dalle italiane: Carlo Cracco. Sono ormai dieci anni che lo seguo per la telefonia…Di solito quando dobbiamo trattare queste questioni ci troviamo nel suo ristorante stellato in centro Milano; ma a questo giro non ci sono alternative, devo per forza raggiungere Carlo negli studi dove è impegnato da mattina a sera nel ruolo di giudice insieme a Bruno Barbieri e Joe Bastianich.
I capannoni di via Mecenate mi sembrano un po’ tutti uguali e non vedo insegne particolari che mi possano aiutare a capire dove stanno registrando il programma. Fino a quando non scorgo in fondo a una stradina un tir, allestito come uno studio televisivo. Allora intuisco che debba trattarsi di una cabina di regia, o qualcosa del genere, e che abbia a che fare con MasterChef. Incrocio una giovane ragazza bionda che sale sul mezzo e che pronuncia ad alta voce il nome di Cracco… La fermo, le chiedo di Carlo, mi dice che è al trucco e che nessuno si può avvicinare. “Ho un appuntamento con Cracco, sono il suo consulente per la telefonia, mi sta aspettando” le dico. “Ok! Mi aspetti qui che le mando un assistente a prenderla e la faccio accompagnare”, mi risponde.
Dopo qualche minuto mi viene incontro un tizio sulla trentina: cuffie in testa, microfono al lato della bocca e una sorta di ricetrasmittente in mano. Mi fa una specie di terzo grado, mi spiega che loro stanno lavorando e che non è possibile farmi passare ecc. Il tizio parla con me, ma nello stesso tempo riceve ordini via radio e la sua attenzione fatica a star dietro a tutto. Spiego che son lì perché chiamato da Carlo e che anche io sto lavorando e che non sono un fan o qualcosa del genere…
“Sì, certo, capisco, ma noi dobbiamo registrare e non posso farla passare…. Entri in quella stanza e aspetti in quella zona. Vado a chiamare qualcuno” mi dice.
“Va bene, ma guardi che non posso star qua tutto il giorno ho altri appuntamenti…” rispondo.
Spazientito mando un SMS a Cracco: “Sono arrivato! Ti aspetto fuori!”
Tre minuti di attesa e ritorna il tizio di prima. Questa volta è meno agitato. Mi offre un caffè, dell’acqua e mi rassicura dicendomi che tra breve Cracco mi avrebbe raggiunto proprio in quel locale.
E infatti poco dopo arriva lui. Vedo Carlo quasi una volta al mese, non è che mi faccia chissà quale effetto, però devo ammettere che ha carisma. Porta una camicia blu scuro, pantaloni più scuri ancora, aderenti come si usa adesso e soprattutto ha il volto truccato: però è solo un po’ di quella cipria che si usa in televisione per evitare che la pelle appaia lucida… In meno di quindici minuti concludiamo le nostre faccende “telefoniche”.
“Giudice! Dobbiamo registrare”, altro tizio con cuffie, microfono e radiolina in mano entra di colpo nella stanza a chiamare Cracco. Allora mi alzo, allungo la mano per salutare Carlo, lui mi guarda e dice:
“Ti va di venire dentro dieci minuti a dare un’occhiata?”
“E me lo domandi?!” 😀
Il tizio con cuffie, microfono e radiolina al seguito ci fa strada. Entro nel capannone. Attraverso una serie di corridoi, di stanze e altre zone che non riesco a distinguere. C’è gente ovunque. Tutti indaffarati, tutti che corrono da una parte all’altra… È buio. Cavi dappertutto.
“Mi raccomando…” esordisce il tecnico ” Niente foto, niente Facebook, niente Twitter…Niente di niente!!”
“Certo, certo!Ho capito” dico io.
Si apre un ultimo portone, è di metallo. E d’improvviso sono nel set di MasterChef. Ho come un effetto déjà vu. Barbieri è sul palco, in fondo. Insieme a lui, Bastianich. Il primo indossa pantaloni a sigaretta blu china, camicia hawaiana grigio verde e mocassini in cuoio senza calze. Bastianich è in giacca blu con l’immancabile pochette, si è anche fatto crescere un baffo e un pizzetto che gli conferiscono un’aria ancora più severa.
Mi posiziono dietro le telecamere. Ne conto una decina almeno. Ma sono le luci a farla da padrone: centinaia tra faretti e proiettori, che illuminano ogni angolo del set e che accendono le cromature delle postazioni dei concorrenti, delle attrezzature, delle posate…
Cracco lascia per un momento il palco e viene da me per accertarsi che io sia a mio agio. Mi fa portare una sedia, mi dice ancora qualcosa riguardo alla telefonia, e nel mentre mi accorgo che Bastianich mi fissa. Prima negli occhi, poi la testa, poi ancora negli occhi. Con una specie di ghigno sulle labbra come per dire “Anche tu pelato come una palla da biliardo?!” O forse è solo la mia immaginazione…:)
Barbieri invece saltella di continuo. È euforico. Scherza con tutti. Mi ricorda un furetto. Con la mano destra mima il gesto di fare fuoco, come sé impugnasse una pistola, nei confronti di alcuni concorrenti affacciati alla balconata del piano superiore intenti ad assistere alla prova di altri cinque concorrenti chiamati ai fornelli.
Dietro le telecamere, insieme a me, ci sono almeno altre trenta persone. Chi aggiusta una luce, chi controlla le apparecchiature, chi sposta cavi, chi fissa più monitor alla volta…L’accento romano prevale sul vociare che raggiunge le mie orecchie. Il tizio che mi ha fatto strada all’inizio sembra il più autorevole, forse è in comunicazione con la cabina di regia, perché a un certo punto zittisce tutti:
“Giudici in posizione! 3, 2, 1 giriamo!”
Bastianich si rivolge ai cinque concorrenti. Da quello che capisco pare che abbiano ciccato una prova in esterna e che adesso siano chiamati al Pressure Test. Guardo i cinque. Sono concentrati, immobili, quasi tesi. In venti minuti devono preparare un piatto con tutti i crismi altrimenti sono fuori dal gioco. Bastianich dà il via. Ma è Cracco che dà la sveglia a tutti con il suo grido di battaglia:
“A L L O O O R A ! ! Mancano dieci minuti!”
I ragazzi cucinano per davvero, e per davvero sono sotto pressione. Non vedo traccia di recitazione nei loro sguardi e nemmeno nelle loro movenze. Il pressure test termina dopo venti minuti esatti, e i giudici si predispongono ad assaggiare i piatti. Passano tutti e tre insieme da ogni concorrente, e ogni volta vedo volti tirati, preoccupazione, tensione… Ma nessun piatto viene lanciato per aria… 😀
Break!
Ne approfitto per salutare tutti e andarmene. Cracco intuisce che sto per lasciare lo studio di registrazione e si avvicina per salutarmi. Veloce stretta di mano, pacca sulla spalla e un arrivederci alla prossima.
Passo davanti a Bastianich, che nel frattempo si è defilato per leggere i messaggi del suo smartphone. Mi guarda la pelata di sfuggita, io faccio lo stesso…
Ghigniamo entrambi, e questa volta non è immaginazione!

Lascia un commento