
La guerra dei prezzi nella telefonia ha trasformato la fibra in un piatto del giorno. Ma a forza di sconti, stiamo svalutando tutto il settore
La corsa al ribasso dei prezzi nella telefonia ha trasformato la fibra in un prodotto “da banco”, svuotandola di valore. In questo articolo spiego perché il problema non è il prezzo basso, ma la percezione di un servizio essenziale ridotto a merce da mercato.
Il cartello davanti alla trattoria
Quando pensavi di aver visto tutto nella guerra dei prezzi nella telefonia, ecco il capolavoro: la fibra ultra veloce servita come il piatto del giorno di una trattoria. 17,90 € al mese, modem incluso e – chissà – forse pure con l’amaro della casa in omaggio. Manca solo il cameriere con il gessetto che scrive sul cartellone “finché ce n’è!”.
Dalla ‘premium experience’ alla guerra dei prezzi nella telefonia
La fibra ottica, simbolo di innovazione e di connessioni “da professionisti”, oggi è comunicata con la stessa poesia di un menù turistico in autogrill: primo, secondo, caffè e prezzo fisso. E non fraintendetemi: il prezzo basso non è un problema in sé. Il problema è la percezione che si genera: un servizio che dovrebbe essere strategico per aziende e famiglie viene messo sullo stesso piano di un chilo di pomodori in offerta. In fondo, questa è proprio la guerra dei prezzi nella telefonia.
Il risultato? Il cliente smette di chiedersi “qual è la soluzione più affidabile per il mio business o per casa mia?” e si chiede solo “quanto costa al mese?”.
Quando la guerra dei prezzi diventa l’unica leva
La guerra dei prezzi nella telefonia ha due effetti collaterali molto concreti:
- Meno margini = meno qualità.
Quando il prezzo o la guerra sul prezzo diventa l’unico argomento di vendita, il budget per l’assistenza, il supporto e persino la qualità dell’infrastruttura si assottiglia. Il rischio? Un servizio che sulla carta è “ultraveloce” ma in pratica ti lascia offline nel momento peggiore. - Clienti sempre in fuga.
Con un mercato impostato solo sul prezzo, il cliente cambia operatore ogni 12 mesi, come fosse un abbonamento in palestra.
La fidelizzazione? Scomparsa. La continuità del servizio? Un optional.
Un aneddoto a proposito della guerra dei prezzi
Qualche mese fa un mio cliente ha deciso di “provare” un’offerta trovata online a pochi euro in meno al mese. Risultato? Dopo due settimane di chiamate al call center e tre sopralluoghi andati a vuoto, è tornato indietro chiedendo di ripristinare tutto come prima. Alla fine ha risparmiato forse 10 €… ma per voler cavalcare la guerra dei prezzi nella telefonia ha perso un mese e mezzo di lavoro.
La vera domanda: evoluzione o svendita?
Lo so, rischio di sembrare il solito boomer che rimpiange i bei tempi andati, ma la domanda resta: quanto ci costerà questa guerra dei prezzi nella telefonia? Questa corsa al ribasso è davvero progresso o stiamo solo svendendo un servizio essenziale come fosse una pizza margherita?
Perché il problema non è pagare poco, ma trasformare a causa della guerra dei prezzi nella telefonia la connettività in fibra in un bene senza differenze, dove l’unico parametro è chi riesce a urlare il prezzo più basso.
Una provocazione?
Se continuiamo così, la prossima offerta sarà: “fibra gratis, se sottoscrivi anche un contratto luce&gas.” ⚡️ In fondo, è proprio così che funziona la guerra dei prezzi nella telefonia. Coperto e Limoncello inclusi, naturalmente.
PS oh, poi magari ha ragione questo commerciante a trattare la fibra come la sogliola del venerdì, e grazie a questa strategia ne vende a vagonate. Se è così, tanto di cappello: io mi limito a osservare lo spettacolo.
Vuoi parlarne con uno che lo fa di mestiere?
Scrivimi su WhatsApp: domanda secca, risposta chiara. Niente call center, parli con Massimo.

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