• CHI SONO
  • DICONO DI ME
  • COSA POSSO FARE PER TE
  • RICONOSCIMENTI
  • CONTATTI

TELEFONIAFACILE

contro il logorio della telefonia moderna

  • Blog
  • NEWS
  • COME FARE
  • CONOSCERE
  • SCEGLIERE
  • INNOVAZIONI
Ti trovi qui: Home / Per scegliere / Privacy e sicurezza a confronto: Telegram, WhatsApp e Signal

Privacy e sicurezza a confronto: Telegram, WhatsApp e Signal

10/10/2024 by Massimo Marucci Lascia un commento

Confronto tra Telegram, WhatsApp e Signal: differenze nella privacy e sicurezza delle app di messaggistica.

Un’analisi delle piattaforme di messaggistica più popolari riguardo alla privacy e alla sicurezza degli utenti

Nel mondo della messaggistica istantanea, la privacy è diventata il santo graal degli utenti. Ogni giorno, miliardi di messaggi vengono scambiati su piattaforme come Telegram, WhatsApp e Signal. Ma quanto possiamo fidarci di queste app quando si tratta di proteggere le nostre conversazioni? Andiamo a fondo nei dettagli.

Telegram: fama immeritata?

Telegram è balzata alla ribalta nel 2015, guadagnandosi una reputazione discutibile quando è emerso che era la piattaforma preferita dai terroristi dell’Isis. Da allora, la sua fama non ha fatto altro che crescere, ma non sempre in modo positivo. È stata coinvolta in inchieste per la diffusione di contenuti illeciti e, recentemente, Pavel Durov ha annunciato che condividerà metadati con le autorità giudiziarie in caso di indagini. È davvero il paladino della privacy che tanti affermano?

La verità è che Telegram non cifra le comunicazioni di default, lasciando gli utenti esposti. Solo le “chat segrete” beneficiano della crittografia end-to-end, mentre i messaggi normali possono essere letti senza troppe difficoltà. Questo potrebbe sembrare sorprendente per un’app che si vanta di essere un rifugio per la libertà di espressione. Insomma, se pensi di essere invisibile mentre scambi messaggi su un canale pubblico, ripensaci!

Inoltre, la piattaforma ha una politica di moderazione dei contenuti, ma è limitata e dipende dalla discrezionalità della società. Questo può comportare rischi: se Telegram decide di chiudere canali o contenuti, gli utenti potrebbero trovarsi in difficoltà senza preavviso.

WhatsApp: il gigante della messaggistica

Con oltre 2,7 miliardi di utenti, WhatsApp è indubbiamente un colosso nel panorama delle app di messaggistica. Tuttavia, la sua connessione con Facebook solleva più di qualche preoccupazione. Anche se offre crittografia end-to-end, WhatsApp raccoglie un numero impressionante di metadati, rendendo più facile il tracciamento delle tue attività. Quindi, mentre i tuoi messaggi possono essere al sicuro, la tua privacy? Non così tanto.

WhatsApp ha subito critiche per la sua gestione dei dati degli utenti, specialmente dopo l’implementazione delle nuove politiche di privacy nel 2021. Gli utenti sono stati bombardati con notifiche che avvisano della condivisione di dati con Facebook, creando un clima di incertezza. È chiaro che, sebbene tu possa avere conversazioni sicure, la tua presenza sulla piattaforma è tracciata in modi che possono far sorgere dubbi sulla tua privacy.

La piattaforma offre funzionalità come le chat di gruppo e le videochiamate, ma queste comodità possono avere un prezzo, poiché l’azienda ha accesso a molte più informazioni di quanto si possa immaginare. In un’epoca in cui i dati sono considerati oro, WhatsApp sembra essere una scelta rischiosa per chi tiene alla propria privacy.

Signal: il faro della privacy

Dall’altra parte dello spettro troviamo Signal, l’app che ha fatto della privacy la sua bandiera. Fondato da Moxie Marlinspike e gestito dalla Signal Foundation, un’organizzazione no-profit, Signal offre crittografia end-to-end per tutte le comunicazioni, senza eccezioni. Qui non troverai metadati raccolti: solo l’essenziale per registrarti e usarla. È come un rifugio sicuro per le tue conversazioni.

Signal non è solo per chi ha qualcosa da nascondere; è utilizzata da attivisti e giornalisti che si trovano a operare in contesti pericolosi. La stessa Commissione Europea ha raccomandato di utilizzarla per garantire comunicazioni sicure. Quindi, se la privacy è la tua priorità, Signal è l’opzione da considerare.

Una delle caratteristiche più apprezzate di Signal è la trasparenza. Il suo codice è open source, il che significa che chiunque può esaminare come funziona l’app e assicurarsi che non ci siano backdoor o funzionalità nascoste. Questo livello di apertura è raro nel mondo delle app di messaggistica, dove le aziende tendono a mantenere segreti i loro algoritmi e processi.

Confronto tra le tre piattaforme

Ecco un rapido confronto tra le tre app:

PiattaformaCrittografia end-to-endRaccolta di metadatiPopolarità
TelegramSolo nelle chat segreteSì700 milioni
WhatsAppSìSì2,7 miliardi
SignalSìNo70 milioni

Questo confronto chiarisce come ciascuna piattaforma si differenzia in termini di sicurezza e privacy. Mentre Telegram e WhatsApp offrono alcune funzionalità di sicurezza, entrambe hanno anche modalità di raccolta dei dati che possono compromettere la privacy degli utenti. Signal, al contrario, si distingue per il suo approccio rigoroso alla protezione dei dati.

In un’epoca in cui la privacy è più importante che mai, scegliere l’app di messaggistica giusta è cruciale. Mentre Telegram continua a godere di una fama sopravvalutata, WhatsApp si scontra con le preoccupazioni legate alla privacy. Signal emerge come la scelta migliore per chi cerca la sicurezza nelle proprie comunicazioni.

In definitiva, riflettete bene su quali app usate e su cosa siete disposti a sacrificare in nome della comodità. La vostra privacy potrebbe valere più di un semplice messaggio. E se avete bisogno di una guida per districarvi nel mondo delle telecomunicazioni, beh, potete sempre contare su di me—non si sa mai che ci si trovi a scambiare messaggi segreti. 😀

PER APPROFONDIRE:

  1. Link a fonti ufficiali:
    • Link a Signal Foundation: Signal Foundation
    • Link alla privacy policy di Telegram: Telegram’s Privacy Policy
  2. Articoli informativi:
    • Un articolo di confronto tra le app di messaggistica su un sito di tecnologia noto, come Wired.
    • Un report di analisi sui metadati e la privacy delle app di messaggistica, come quello di Privacy International.
  3. Risorse educative:
    • Link a una guida sulla cifratura end-to-end: What is End-to-End Encryption?

Archiviato in:Per scegliere Contrassegnato con: app di messaggistica, confronto app, crittografia, metadati, privacy, privacy online, protezione dati, Sicurezza, Signal, Telegram, WhatsApp

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Scrivi qui, giuro che non mordo – e se sei in disaccordo, ancora meglio. :-D

L’email non finisce online, né in qualche lista strana. Serve solo a WordPress per fare ordine.

L’AUTORE DI QUESTO BLOG

Massimo Marucci, consulente di telefonia aziendale, ritratto professionale in ufficio

Sono nato e vivo a Monza. Un diploma da Grafico Pubblicitario, un altro da Perito Commerciale e oltre vent’anni di esperienza nel mondo delle telecomunicazioni. Marito di Tiziana, padre di Francesca e (da quando è arrivato Pepe, il chihuahua adottato) pure dog-sitter part-time. Mi appassionano l’arte, la comunicazione e – ovviamente – le tecnologie.
Scopri di più su di me

POST RECENTI

  • Accordo RAN sharing 5G tra TIM e Fastweb+Vodafone
  • RAN sharing 5G: perché TIM e Fastweb+Vodafone hanno deciso di “dividersi le antenne” (e perché non è beneficenza)
  • Se il tuo operatore ti scrive… controlla prima la chiocciola

ARCHIVIO

DAL MIO CANALE YOUTUBE

https://www.youtube.com/watch?v=VP4eGwJXm7U&t=66s

I MIEI SOCIAL

Classifica Articoli e Pagine

  • Portabilità del numero e problemi con gli OTP via SMS: cause e soluzioni
    Portabilità del numero e problemi con gli OTP via SMS: cause e soluzioni
  • Chiamate spam dall’estero: perché ti stanno chiamando Spagna, Svezia, Danimarca & Co.
    Chiamate spam dall’estero: perché ti stanno chiamando Spagna, Svezia, Danimarca & Co.
  • Le Telecomunicazioni negli anni '80: quando il telefono aveva il lucchetto e il Teledrin ti trovava ovunque
    Le Telecomunicazioni negli anni '80: quando il telefono aveva il lucchetto e il Teledrin ti trovava ovunque
  • I (veri) problemi quando cambi operatore di telefonia mobile: guida pratica e senza veli alla portabilità
    I (veri) problemi quando cambi operatore di telefonia mobile: guida pratica e senza veli alla portabilità
  • Fibra ottica sotto casa, ma non attivabile? Benvenuto nel club degli “sfibrati”
    Fibra ottica sotto casa, ma non attivabile? Benvenuto nel club degli “sfibrati”
  • Upgrade alla fibra gratis? La fregatura che (stavolta) non c'è
    Upgrade alla fibra gratis? La fregatura che (stavolta) non c'è
  • Roaming in Europa: i paesi inclusi nelle tariffe italiane
    Roaming in Europa: i paesi inclusi nelle tariffe italiane
  • Aree bianche, grigie e nere: cosa significano davvero per la banda ultralarga?
    Aree bianche, grigie e nere: cosa significano davvero per la banda ultralarga?
  • Roaming internazionale: come risolvere i problemi di connessione alla rete telefonica
    Roaming internazionale: come risolvere i problemi di connessione alla rete telefonica
  • Filtro anti-telemarketing: la fine dello spoofing o l’ennesima promessa estiva?
    Filtro anti-telemarketing: la fine dello spoofing o l’ennesima promessa estiva?

IN CRISI CON LA TELEFONIA?

Massimo Marucci, consulente di telefonia aziendale, ritratto professionale in ufficio

Se stai leggendo questa pagina, probabilmente stai cercando una consulenza per la telefonia aziendale: vuoi ridurre i costi, migliorare il servizio o risolvere problemi tecnici che si trascinano da … continua

PRIVACY POLICY

Privacy Policy
TelefoniaFacile di Massimo Marucci - P. IVA 08976370968 - Ditta iscritta al Registro REA MB-1900210

Copyright © 2026 · Metro Pro Theme on Genesis Framework · WordPress · Accedi