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Cinque consigli dannatamente buoni per ottenere solo il meglio dalla telefonia aziendale

30/12/2018 by Massimo Marucci Lascia un commento

Siamo sinceri, le compagnie telefoniche (tutte) non godono di grande stima da parte dei consumatori, purtroppo. Le denunce e i reclami per disservizi e anomalie nei contratti per la telefonia aziendale sono all’ordine del giorno; I CORECOM (Comitati Regionali per le Comunicazioni) e le associazioni dei consumatori, sono spesso chiamati a dirimere complicate controversie, e anche sui social network non è raro imbattersi in aspre polemiche quando si parla di telefonia. Ma è anche vero il contrario: e cioè che ci sono milioni di clienti pienamente soddisfatti dei servizi per le telecomunicazioni. Questi i cinque fattori che per loro hanno fatto la differenza.

CELLULARI AZIENDALI TELEFONIA AZIENDALE

#1 VELOCITÀ DELLA RETE MOBILE

Siamo in piena era low cost. Iliad, Kena Mobile, Ho.Mobile, Poste Mobile, sono gli operatori più noti che operano in questo segmento di mercato. Diversi clienti (soprattutto privati poiché le compagnie citate non offrono contratti di telefonia aziendale) hanno scelto di affidare le loro comunicazioni in mobilità ai cosiddetti Operatori Mobili Virtuali (MVNO).

Niente di male, intendiamoci, ma il modello di business su cui queste compagnie basano l’attività impone loro di ridurre all’osso, e per ragioni facilmente comprensibili da chiunque, i servizi alla clientela. E quando si parla di velocità, stabilità ed efficienza della rete mobile, è bene sapere che i contratti degli MVNO spesso non prevedono l’uso del 4G (e tantomeno del 5G che arriverà entro 24 mesi), e dove anche fosse disponibile, come con Ho.Mobile ad esempio, l’ampiezza di banda viene ridotta e risulta difficile ottenere prestazioni degne di nota.

Ergo, visto e considerato che la velocità della rete mobile sarà sempre di più un fattore determinate, meglio evitare i MVNO nei contratti per la telefonia aziendale. Sul sito di OpenSignal è disponibile l’ultimo report aggiornato a ottobre 2018 sullo stato delle reti mobili italiane. Qui ci si può rendere conto delle differenze tra i vari gestori.

#2 I CONTRATTI PER LA TELEFONIA AZIENDALE

Offerte commerciali poco chiare, impegni presi e non mantenuti, sconti promessi e mai concessi… insomma, il campionario di scorrettezze commerciali che ammorba il settore della telefonia aziendale (ma anche personale, direi) è piuttosto variegato.

Tuttavia, anche qui esistono delle regole che se osservate vi permetteranno di ridurre al minimo il rischio di incappare in brutte sorprese. Vediamole.

Regola numero uno: niente proposte sulla “carta del formaggio”, zero foglietti scarabocchiati a manina, che si prestano a mille interpretazioni, ma pretendete sempre offerte di telefonia stampate su documenti ufficiali della compagnia telefonica a cui vi siete rivolti.

Regola numero due: pima di accettare una proposta ricevuta per telefono, chiedete di visionare tutto il materiale informativo inerente l’offerta che vi stanno facendo; e se questo non fosse possibile, consultatevi con il commerciale che ha in gestione il vostro contratto di telefonia aziendale.

Non ce l’ho con i Call Center, ma è già difficile capirsi di persona, figuriamoci al telefono. Motivo per cui sconsiglio sempre la sottoscrizione di contratti e servizi per la telefonia aziendale attraverso questo canale.

#3 I CALL CENTER PER IL SUPPORTO ALLA TELEFONIA AZIENDALE

Se c’è un’attività che invece è fondamentale per la buona gestione di un contratto di telefonia aziendale è quella che viene fornita dai Call Center dei vari operatori. Ecco, in questi casi è bene affidarsi a una compagnia telefonica in grado di fornire un supporto post-vendita facilmente raggiungibile (molte lamentele, infatti, si concentrano proprio su questo aspetto del servizio).

Alcuni operatori sono strutturati più di altri proprio per eliminare la difficoltà di entrare in contatto con il Call Center dedicato. È il caso ad esempio di Vodafone, che supporta la clientela attraverso diversi canali: app , sms, sito internet, chat, social network. E tutti molto efficienti e reattivi.

La stessa cosa non si può dire del Servizio Clienti di alcuni MVNO, che per contenere i costi di gestione innalzano infinite barriere allo scopo di impedire alla clientela di ricevere un supporto adeguato. Supporto che evidentemente ha un peso sui loro bilanci che non possono e non vogliono sostenere. 

#4 LE TARIFFE PER TRAFFICO VOCE E DATI NELLA TELEFONIA AZIENDALE

Oggi è tutto più semplice che in passato, quando le Telco avevano in portafoglio decine di tariffe diverse e il lavoro del consulente di telefonia consisteva proprio nell’individuare il piano più adatto alle esigenze dell’imprenditore. Quasi tutti gli operatori hanno solo quattro o cinque profili tariffari e questi si differenziano per la quantità di gigabyte disponibili.

Scegliere la tariffa idonea alle proprie esigenze è diventato più facile. Ciò che conta però, e che alcuni sottovalutano, è la possibilità di usufruire di una buona rete telefonica anche fuori dai confini nazionali; e non tanto in Europa, dove grazie alle nuove regole comunitarie e a reti moderne ed efficienti è possibile utilizzare il cellulare senza troppe preoccupazioni, ma nel resto del mondo, dove sarebbe opportuno appoggiarsi a operatori che garantiscono un’estesa rete in termini di accordi di roaming, per non rischiare di trovarsi nell’impossibilità di utilizzare lo smartphone (evento frequente con gli Operatori Mobili Virtuali).      

#5 LA GESTIONE DEL CONTRATTO DI TELEFONIA AZIENDALE

Questo è forse l’aspetto più delicato di tutta la faccenda perché quasi la totalità dei contratti di telefonia per piccole e medie imprese in Italia oggi è in gestione alle agenzie di telefonia. E prima di valutare una proposta commerciale di una di queste strutture, sarebbe opportuno fare un minimo di lavoro di “intelligence” per capire se la rete commerciale di cui si avvalgono gode di una buona reputazione ed è in grado di gestire al meglio il contratto che vi apprestate a sottoscrivere. Perché, spiace dirlo, ma molti dei problemi nella telefonia che gli imprenditori lamentano sono imputabili a una cattiva gestione proprio da parte di certe agenzie.

Ecco gli elementi che dovreste prendere in considerazione:

  • Lo storico dell’agenzia è sicuramente un indicatore di serietà. Da quanti anni opera?
  • La tipologia del mandato (esclusivo o plurimandatario: eviterei i broker) e gli anni di continuità con lo stesso operatore.
  • Il turnover aziendale. Non facile da valutare nei dettagli, ma si può sempre cercare di informarsi, nell’ambiente bastano un paio di domande per raccogliere i dati che ti servono.
  • La formazione aziendale. Quanto investe sulla formazione dei commerciali l’azienda? Investire in formazione seria e qualificata è un beneficio per l’azienda e per i clienti. Nel settore della telefonia aziendale un venditore formato è a tutti gli effetti un consulente preparato in grado di individuare la soluzione migliore per il cliente.
  • Cercare informazioni online, la rete aiuta a scoprire gli scheletri nell’armadio, basta una ricerca veloce con la ragione sociale dell’agenzia per vedere se viene menzionata in qualche controversia legale o se è oggetto di lamentele da parte di clienti insoddisfatti.
  • Trasparenza online. Tutto quello che l’agenzia comunica online attraverso il sito, il blog, i profili professionali LinkedIn dei suoi venditori.

Se l’agenzia non ha nulla da nascondere, non dovreste avere difficoltà a reperire queste informazioni. Chi non si espone invece ha spesso qualcosa che non vuol far sapere. E di solito non sono cose di cui andare fieri.

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L’AUTORE DI QUESTO BLOG

Massimo Marucci, consulente di telefonia aziendale, ritratto professionale in ufficio

Sono nato e vivo a Monza. Un diploma da Grafico Pubblicitario, un altro da Perito Commerciale e oltre vent’anni di esperienza nel mondo delle telecomunicazioni. Marito di Tiziana, padre di Francesca e (da quando è arrivato Pepe, il chihuahua adottato) pure dog-sitter part-time. Mi appassionano l’arte, la comunicazione e – ovviamente – le tecnologie.
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