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Fibra ottica sotto casa, ma non attivabile? Benvenuto nel club degli “sfibrati”

21/07/2025 by Massimo Marucci Lascia un commento

Mappa digitale con segnaposto rosso e messaggio di errore “fibra non disponibile al tuo indirizzo”

Civico non coperto, tombini con la scritta BUL che ti fissano, amministratori sospettosi e database fallati: se la fibra ti sfiora ma non ti prende, questo articolo è per te

Hai fatto tutto: verificato la copertura, inserito il CAP, il civico, pure il piano. Hai visto i tombini “BUL” brillare davanti al portone. Hai sbirciato il palo della luce che sostiene un cavo nero che sembra fibra FTTH. Hai pensato: “È fatta.” Poi arriva il verdetto del sito dell’operatore: “fibra non disponibile al mio indirizzo”

Ecco. Sei appena entrato nel club degli sfibrati. Una comunità trasversale fatta di cittadini italiani di tutte le età, da Aosta a Trapani, uniti da una fibra ottica che passa… ma non si ferma.

Cosa vuol dire essere “sfibrati”

Significa vivere a pochi metri dalla modernità, ma restarne esclusi. Perché la fibra ottica c’è — la vedi, la tocchi, ci inciampi — ma per qualche motivo burocratico, tecnico o semplicemente grottesco, non puoi attivarla. Andrea Falessi di Open Fiber, intervistato da DDAY.it, lo ha spiegato bene. Ecco cosa può esserci dietro il tuo status di “non coperto”.

Le cause della sfibratura (spiegate senza burocratese)

1. Il tuo civico è stato escluso dal piano pubblico

Se abiti in un’area bianca, cioè in un comune dove lo Stato ha finanziato la rete (piano BUL), può darsi che qualcun altro — un operatore privato — abbia detto tempo fa: “Quel civico lo copro io, tranquilli.”

Solo che poi non l’ha fatto. E quindi tu resti fuori, senza fibra, e senza possibilità di essere incluso nel piano pubblico (perché formalmente risultavi coperto).

2. Sei un errore di database ambulante

Open Fiber ammette candidamente che può esserci un errore nell’anagrafica degli indirizzi. Il tuo civico esiste nella realtà, ma non nel loro gestionale. Semplice bug? Forse. Tragedia greca? Anche.

La buona notizia: sul sito di Open Fiber (openfiber.it) puoi compilare un form spiegando il caso. Hanno un team dedicato che verifica, corregge e — se possibile — ti attiva la linea. Non è una promessa, ma nemmeno una leggenda metropolitana.

3. La fibra è lì, ma manca la spina (il backhauling)

Nel 15% dei casi, la rete è stata costruita fino alle case, ma non è collegata alla dorsale internet.
È come avere un’autostrada nuova fiammante… senza svincolo per entrarci. Chi doveva realizzare quel tratto — chiamato backhauling — non l’ha fatto, perché la legge non lo imponeva. Open Fiber sta completando il collegamento a proprie spese nell’85% dei casi, ma per le zone meno redditizie… si attende.

4. Il palo è tuo, la fibra pure… ma serve gli altri

Sì, può succedere. La fibra passa in linea aerea sopra il tuo giardino, magari attaccata al tuo palo. Ma va altrove. Non era previsto che si fermasse lì. Colpa della mappatura iniziale del territorio, della gara, della burocrazia. Il risultato però è sempre lo stesso: tu resti offline, mentre il tuo vicino naviga a 2,5 Gbps.

5. Il nemico in casa: l’amministratore di condominio

Capitolo delicato. Se la rete arriva ma non entra nel condominio, può essere perché l’amministratore si oppone. A volte per paura di danni, a volte per pregiudizio, a volte per pura pigrizia. Peccato che non possa farlo.

Quando un cittadino richiede un’attivazione a un operatore, ha il diritto che il tecnico acceda al palazzo per installare la fibra. L’unico caso in cui può esserci un contributo economico è se serve passare su proprietà privata per lunghi tratti, tipo una villa in collina con 300 metri di viale.

Che cosa puoi fare se sei “sfibrato”

🎯 Controlla di nuovo la copertura, ma stavolta con attenzione:

  • Usa il sito di Open Fiber.
  • Se leggi ancora “fibra non disponibile al mio indirizzo”, compila il form con tutti i dettagli.
  • Puoi anche geolocalizzare il civico su mappa per evitare errori.

💪 Non sei solo:

  • Se nel tuo comune siete in tanti ad essere sfibrati, segnalate il problema insieme.
  • L’interesse economico di Open Fiber è attivare la rete, quindi più siete, più siete “appetibili”.

🤝 Coinvolgi il sindaco:

  • I comuni collaborativi accelerano i permessi, sbloccano situazioni e aiutano a “portare la banda”.
  • In certe zone, i ritardi dipendono da enti terzi che rilasciano autorizzazioni in 300 giorni. Già.

Il Piano Italia 1 Giga: un raggio di speranza?

È il fratello minore (e più snello) del BUL. Finanziato dal PNRR, serve proprio a coprire i civici rimasti esclusi. Open Fiber ci sta già lavorando e in molti casi completa la rete dove prima si era fermata a metà. Nessuna bacchetta magica, ma una possibilità concreta per uscire dal limbo degli sfibrati.

BONUS: Se la fibra proprio non arriva… c’è il piano B (C e D)

Ti ho già raccontato — in quest’altro articolo — le soluzioni alternative per restare connessi anche senza fibra: 4G Business, FWA evoluto, backup misti, router da guerra. Non si vive di sola FTTH.

👉 Leggi anche: COSA FARE QUANDO NON ARRIVA LA FIBRA

Siamo tutti un po’ sfibrati

L’Italia digitale è una grande opera. E come tutte le grandi opere, ha i suoi cantieri eterni, i suoi colli di bottiglia, e le sue incomprensibili assurdità. Ma ora almeno sai perché può succedere che la fibra c’è, ma non per te, e cosa puoi fare per cambiare le cose.

E se serve, io sono qua: aiuto gli sfibrati a diventare fibrati, o almeno meno frustrati.

Leggi anche

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L’AUTORE DI QUESTO BLOG

Massimo Marucci, consulente di telefonia aziendale, ritratto professionale in ufficio

Sono nato e vivo a Monza. Un diploma da Grafico Pubblicitario, un altro da Perito Commerciale e oltre vent’anni di esperienza nel mondo delle telecomunicazioni. Marito di Tiziana, padre di Francesca e (da quando è arrivato Pepe, il chihuahua adottato) pure dog-sitter part-time. Mi appassionano l’arte, la comunicazione e – ovviamente – le tecnologie.
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