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Modem libero? Sì, ma solo per chi sa dove mettere le mani

03/02/2025 by Massimo Marucci Lascia un commento

Modem libero FTTH

Ovvero: libertà vigilata e il rischio di trasformarsi in tecnici improvvisati

Negli ultimi anni si è parlato molto del modem libero, una conquista importante per i consumatori che vogliono scegliere il proprio dispositivo senza essere vincolati a quello dell’operatore. Un’ottima notizia, certo. Ma come spesso accade, c’è una piccola postilla scritta in caratteri microscopici: libero sì, ma solo fino a un certo punto.

Ecco perché oggi facciamo un po’ di chiarezza su questa libertà vigilata e sul perché, in alcuni casi, il modem dell’operatore non è poi così male.


Modem libero: un diritto sacrosanto, ma…

Partiamo dal presupposto giusto: la delibera AGCOM 348/18/CONS garantisce il diritto di utilizzare un modem di propria scelta. Questo significa che nessun operatore può obbligare un cliente a usare il router fornito con l’offerta, spesso a pagamento e spacciato per “incluso” (un po’ come quelle colazioni d’albergo che poi scopri di aver pagato profumatamente).

In teoria, quindi, tutti dovrebbero poter acquistare un modem più performante, con funzionalità avanzate e senza il vincolo di rateizzazioni nascoste. E per chi ha una connessione in tecnologia FTTC (Fiber to the Cabinet), la situazione è relativamente semplice: basta sostituire il modem con uno compatibile e configurarlo con i parametri dell’operatore.

Ma con la FTTH (Fiber to the Home), il discorso cambia parecchio, specialmente quando si vuole usare un Modem libero FTTH.


Libero sì, ma fino all’ONT

Se hai una fibra FTTH, avrai notato un piccolo dettaglio: tra il cavo in fibra ottica e il modem c’è un dispositivo chiamato ONT (Optical Network Terminal). Questo è il vero “modem” della connessione, perché è lui a convertire il segnale ottico in un segnale elettrico trasmissibile via Ethernet.

Ed ecco la fregatura: l’ONT non è libero, ma sempre fornito dall’operatore. Questo implica una limitazione anche per chi utilizza un modem libero FTTH.

Quindi, la tanto decantata libertà si applica solo al router, ovvero il dispositivo che si occupa di distribuire la connessione in casa o in ufficio. Questo significa che, se speravi di eliminare completamente gli apparati dell’operatore, ti toccherà ripensarci.


Perché il modem libero non è per tutti

Ora, ammettiamo che tu sia determinato a sfruttare la possibilità di usare un tuo router. Preparati a:

✔️ Recuperare i parametri di connessione → Non sempre gli operatori li forniscono con facilità. In alcuni casi servono PEC, telefonate e, talvolta, un po’ di creatività investigativa.

✔️ Configurare tutto a mano → Devi sapere dove inserire username, password, VLAN, impostazioni VoIP (se usi il telefono fisso), IPv6, DNS, MTU… Un piccolo labirinto di tecnicismi.

✔️ Gestire i problemi da solo → Con un router proprietario, se qualcosa non funziona, il supporto tecnico dell’operatore si lava le mani con un elegante “Noi supportiamo solo i nostri dispositivi”.

✔️ Fare attenzione alla compatibilità → Alcuni operatori (Sky, Iliad) utilizzano tecnologie come MAP-T o MAP-E, che limitano la scelta dei router compatibili. Questo è particolarmente rilevante per chi utilizza un Modem libero FTTH.

Insomma, se sei un nerd, uno smanettone o semplicemente uno che ama il brivido della configurazione di rete, il modem libero è un’ottima opportunità. Ma se il tuo obiettivo è solo navigare senza troppi grattacapi, forse il router dell’operatore non è poi così male.


Quando conviene (e quando no) scegliere un modem libero

✅ CONVIENE SE:

  • Vuoi un router più performante (Wi-Fi 6, supporto a VPN, gestione avanzata della rete).
  • Sei in FTTC e cambiare modem è relativamente semplice.
  • Sai come configurare la rete e risolvere eventuali problemi, specialmente se utilizzi un Modem libero FTTH.

❌ NON CONVIENE SE:

  • Sei in FTTH e pensavi di eliminare completamente gli apparati dell’operatore.
  • Non vuoi perdere tempo a cercare parametri e fare configurazioni manuali.
  • Ti aspetti supporto tecnico dall’operatore in caso di problemi.

Conclusione: libertà sì, ma con buon senso

Il modem libero è una grande conquista per il consumatore, ma solo se sai cosa stai facendo. Se invece il tuo unico obiettivo è una connessione stabile senza impazzire, allora forse il router dell’operatore non è poi così male.

La vera libertà, in fondo, è poter scegliere senza complicarsi inutilmente la vita.


E tu? Hai mai provato a configurare un modem libero su una connessione FTTH? È stata una passeggiata o un incubo? Raccontamelo nei commenti!


Se invece vuoi una connessione stabile senza mal di testa, io posso aiutarti a trovare la soluzione giusta per la tua azienda. Contattami e vediamo insieme la scelta migliore (senza moduli SFP misteriosi e settaggi infiniti). 😉

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L’AUTORE DI QUESTO BLOG

Massimo Marucci, consulente di telefonia aziendale, ritratto professionale in ufficio

Sono nato e vivo a Monza. Un diploma da Grafico Pubblicitario, un altro da Perito Commerciale e oltre vent’anni di esperienza nel mondo delle telecomunicazioni. Marito di Tiziana, padre di Francesca e (da quando è arrivato Pepe, il chihuahua adottato) pure dog-sitter part-time. Mi appassionano l’arte, la comunicazione e – ovviamente – le tecnologie.
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