
Si fanno chiamare “Strategic Account Manager”, ma poi non distinguono una fibra ottica da una corda per stendere i panni
Se c’è una cosa che confonde più di un contratto telefonico scritto in legalese, è il titolo che si danno certi venditori di telefonia aziendale. Anzi, scusate, non venditori. In Italia, la parola “venditore” è bandita, diventata quasi impronunciabile, come se evocasse scenari da televendita anni ’90, con set di pentole miracolose, materassi in schiuma di lattice e sorrisi forzati, roba che “Mastrota, scansati proprio!”.
Oggi non trovi più un venditore neanche a cercarlo con Google Maps. Sono diventati tutti “Key Account Manager”, “Solution Architect”, “Client Partner” e persino “Chief Revenue Growth Specialist”. Tutti titoli altisonanti e pomposi che suonano più come ruoli di un film di fantascienza che come persone che, alla fine, vogliono venderti un prodotto o un servizio.
Perché “venditore di telefonia aziendale” è una parola scomoda?
Semplice: perché “venditore” suona troppo diretto, troppo… reale. E, per alcuni, un po’ troppo scomodo. È più facile dire che fai “business development” che ammettere che il tuo obiettivo è piazzare qualcosa. Perché in Italia il termine “venditore” evoca ancora immagini di altri tempi: il commerciale con la valigetta che bussava alle porte o i televenditori, con le loro promesse miracolose e con offerte imperdibili (e spese di spedizione proibitive).
Quindi è comprensibile che qualcuno voglia dare un tocco più “glamour” alla professione di venditore di telefonia aziendale, e di venditore in generale, ma i titoli non cambiano la sostanza. La verità è che il mestiere di vendere è un’arte, e chi lo fa bene non dovrebbe vergognarsene.
Essere un buon venditore significa ascoltare, capire i bisogni del cliente (anche quelli che non sa di avere) e proporre soluzioni che creano valore reale. Non si tratta di appiccicare un’etichetta, ma di costruire una relazione di fiducia. Perché alla fine, un contratto non è mai solo un pezzo di carta: è un impegno reciproco.
Quando il titolo fa scena, ma la sostanza manca
Nel settore della telefonia aziendale, è pieno di venditori che promettono fibra garantita al 100%, smartphone gratis, o tariffe che sembrano troppo belle per essere vere. Ma quando vai a grattare sotto la superficie, scopri la realtà: costose rate nascoste, servizi non inclusi e contratti con condizioni a dir poco nebulose.
E non parliamo poi della competenza tecnica. Molti di questi venditori di telefonia aziendale improvvisati non sanno distinguere una linea analogica da una digitale, né conoscono la differenza tra una fibra dedicata e una fibra misto rame condivisa. Parlano in termini vaghi, senza mai spiegare davvero cosa ti stanno proponendo. E quando sorgono problemi? Spariscono, lasciandoti da solo a combattere con un call center incocludente.
Come riconoscere un vero venditore di telefonia aziendale?
Non tutti i venditori sono uguali, e distinguere i professionisti dagli improvvisati può fare la differenza per il tuo business. Ecco alcuni consigli utili:
- Fai domande tecniche: Un venditore competente sa spiegarti chiaramente cosa stai comprando. Se inizia a balbettare o a evitare la risposta, meglio cercare altrove.
- Controlla le referenze: Un vero professionista ha clienti soddisfatti pronti a raccomandarlo. Se nessuno sa chi sia, potrebbe non essere un buon segno.
- Analizza le promesse: Diffida di chi ti propone “regali” come smartphone gratis o sconti mirabolanti. Niente è davvero gratuito, specialmente nelle telecomunicazioni.
- Pretendi trasparenza: Un buon venditore non ha paura di mostrarti i dettagli contrattuali, compresi quelli scritti in caratteri microscopici e i costi nascosti.
Venditori di telefonia aziendale, la competenza batte i titoli altisonanti
Nel mondo della telefonia aziendale, i titoli eleganti e le promesse roboanti non valgono nulla se dietro non c’è competenza reale. Un vero venditore di telefonia aziendale non ha bisogno di travestirsi da “Strategic Business Consultant” per guadagnare la tua fiducia: lo fa con fatti, trasparenza e soluzioni efficaci.
Quindi, prima di firmare la qualunque, assicurati che dietro il titolo ci sia una persona che mette al primo posto il tuo interesse e non solo la sua provvigione.
E se vuoi conoscere qualcuno che di venditori (veri e finti) ne ha visti parecchi in carriera, sei già nel posto giusto. Su questo blog trovi consigli pratici per orientarti tra le offerte e riconoscere i professionisti che sanno fare il loro mestiere.
PER APPROFONDIRE
1. AGCOM – Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni
Per dati ufficiali, regolamenti e trasparenza nelle telecomunicazioni:
🔗 https://www.agcom.it/
2. Altroconsumo – Guida ai contratti di telefonia
Per approfondimenti su pratiche scorrette e diritti dei consumatori nella telefonia:
🔗 https://www.altroconsumo.it/telefonia
3. AGCM – Antitrust (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato)
Per segnalazioni su pubblicità ingannevole e sanzioni a operatori telefonici:
🔗 https://www.agcm.it/
4. MISE – Ministero delle Imprese e del Made in Italy
Per normative sulle telecomunicazioni e regolamenti sulle offerte business:
🔗 https://www.mise.gov.it/
5. CORCOM – Il Corriere delle Comunicazioni
Per notizie, analisi di mercato e approfondimenti su telco e digitale:
🔗 https://www.corrierecomunicazioni.it/
6. DDAY – Tecnologia e telecomunicazioni
Per recensioni, approfondimenti tecnici e notizie aggiornate sulla telefonia e le connessioni:
🔗 https://www.dday.it/
7. Wired Italia – Notizie su telecomunicazioni e digitalizzazione
Per articoli e inchieste su reti, operatori e innovazione tecnologica:
🔗 https://www.wired.it/

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