Ho notato che ci ritroviamo tutti a scrivere delle stesse cose; a trattare gli stessi argomenti. E questo è abbastanza normale, direi. Lavorando nello stesso settore, le problematiche sono comuni.
Gli articoli che scriviamo sulla telefonia aziendale quasi sempre, però, dipingono uno scenario apocalittico. A leggere molti di questi post si riscontra un uso massiccio di termini come trappola, giungla, odissea, truffa, mediocre, scarso, inadeguato, disservizio, malcostume, errato, lento, malfunzionante, dilettante, infernale ecc. ecc.
È vero, la telefonia aziendale è un mondo imperfetto e anche molto complesso. Ma oggi, per una volta, voglio sdrammatizzare questa situazione, e grazie a un pizzico di creatività e fantasia spero di riuscire a strapparti una risata. Ho immaginato cosa avrebbe scritto Dante Alighieri (non me ne voglia il Sommo Poeta) se fosse vissuto ai giorni nostri e avesse avuto a che fare proprio con la telefonia per le aziende: una “Divina Commedia delle Telecomunicazioni” in formato bonsai.
Buon divertimento! :D
Nel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai con un operator di marca oscura
che la buona copertura avea smarrita
Ahi quanto a dir qual era è cosa dura
esta copertura fioca di antenne smorte
che nel pensier rinnova la paura!
Tant’è amara che poco è più morte;
ma per trattar del mal che ch’io vi trovai
dirò de l’altre cose ch’io v’ho scorte.
Io non son ben ridir com’io v’entrai
tant’ero pien di offerte a quel punto
che lo meglio operatore abbandonai.
Ma poi ch’io fui al piè d’un colle giunto,
là dove dominava quel gestor la valle
che m’avea di paura il cor compunto,
guardai in alto e vidi le sue antenne gialle
irradiar coi suoi raggi tutto il pianeta
che mena dritto altrui per ogni calle.
Allor fu la paura un poco queta,
che nel lago del cor m’era durata
la notte ch’io passai con tanta pièta.
E come quei che con lena affannata,
per lo scampato casino,
si voltan verso la telefonia dannata
col dito medio alzato in un gesto birichino,
così l’animo mio, ch’ancor fuggiva,
si volse retro a rimirar lo scarso operator
che non lasciò giammai azienda viva.
Poiché capii di aver toppato lo gestor
ripresi la retta via, e senza indugi
richiamai al mio cospetto lo miglior.
Ed ecco, al calar del sole, un venditor cortese
s’affacciava sull’uscio delle mie imprese.
Costui parea dotato di grand’intelletto:
parole, gesti, e buon intenti mi convinsero
a firmare quegli scritti che dovean tagliar di netto
li casini e tutte quelle sofferenze a cui mi opponevo fiero.
Lo socio mio ed io per quel cammino ascoso
intrammo a ritornar nello chiaro mondo;
e senza cura aver d’alcun riposo
accendemmo entrambi i cellular, lui primo ed io secondo,
tanto ch’io vidi de le cose belle
5 tacche di segnale, sullo schermo a tutto tondo;
e quindi uscimmo a riveder le stelle
Considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza. (XXVI, 118-120)

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