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Telefonia aziendale: come capire se ti hanno rifilato Merda d’artista

04/02/2014 by Massimo Marucci 1 commento

Barattoli dell’opera “Merda d’artista” di Piero Manzoni (1961), usata come metafora per spiegare il valore reale dei servizi di telefonia aziendale
I celebri barattoli di “Merda d’artista” realizzati da Piero Manzoni nel 1961. Una provocazione artistica diventata metafora perfetta per parlare di valore reale e valore percepito.

Nel mercato della telefonia aziendale non sempre quello che paghi ha davvero valore. A volte è soltanto una versione telecom della “Merda d’artista”

Articolo pubblicato originariamente nel 2014 e aggiornato nel 2026.

Il succo della storia

Nel 1961 l’artista Piero Manzoni mise in vendita dei barattoli etichettati “Merda d’artista”. Una provocazione dell’arte concettuale che metteva in discussione il concetto stesso di valore.

La domanda implicita era semplice: un oggetto vale davvero per quello che è… oppure per la storia che viene raccontata attorno a quell’oggetto?

Nel mercato della telefonia aziendale questa domanda è ancora attuale. Perché tra promesse commerciali, offerte aggressive e slogan pubblicitari, non sempre è facile capire se ciò che stai acquistando ha un valore reale.

Oppure se è soltanto la versione telecom della “Merda d’artista”.

La provocazione di Piero Manzoni

Il 21 maggio 1961 l’artista Piero Manzoni inscatolò le proprie feci in 90 barattoli – come quello che puoi vedere nell’immagine sopra – e ad ognuno di essi applicò l’etichetta “Merda d’artista”.

Manzoni mise poi in vendita questi barattoli ad un prezzo pari all’equivalente in oro del loro peso che, come riportato sulla confezione, era di 30 grammi.

Questa opera non mancò di suscitare scalpore e polemiche. Eppure la provocazione – e il concetto che si celava dietro – era tutt’altro che banale.

In estrema sintesi, il messaggio poteva essere riassunto così:

Tutto è arte, tutto è artistico se si è artisti. Anche la merda.

L’arte concettuale, lo sappiamo, non è per il grande pubblico. In questo tipo di opere il valore non è legato tanto all’estetica quanto all’idea che sta dietro all’opera stessa.

E molti osservatori tendono a giudicare soltanto ciò che vedono, senza interrogarsi sul significato – a volte volutamente provocatorio – che l’artista intende trasmettere.

Opera “Fiato d’artista” di Piero Manzoni (1960), esempio di provocazione dell’arte concettuale
“Fiato d’artista”, opera di Piero Manzoni del 1960. Un esempio
emblematico di provocazione dell’arte concettuale.

Quanto vale davvero la “Merda d’artista”?

Ora ti faccio una domanda molto semplice.

Tu spenderesti 124.000 euro per comprare della “Merda d’artista”?

Perché è esattamente a questa cifra che è stato battuto all’asta, a Milano da Sotheby’s, il barattolo numero 18 dell’opera di Manzoni.

Certo, qui siamo nel mondo dell’arte, e in questo ambito il valore può essere estremamente volatile. Ciò che oggi viene considerato un capolavoro domani potrebbe valere ancora di più… oppure perdere completamente il proprio valore.

Ma quando invece parliamo di servizi e strumenti utilizzati ogni giorno dalle imprese, la situazione è molto diversa.

Quando spendi migliaia di euro all’anno per la telefonia aziendale, non vorresti avere degli strumenti che ti permettano di capire con una certa precisione se quello che stai pagando vale davvero quello che costa?

Oppure preferisci non pensarci e continuare a pagare, sperando di aver acquistato qualcosa di prezioso… quando in realtà potrebbe trattarsi soltanto della versione telecom della “Merda d’artista”?

Come valutare la qualità della telefonia aziendale

In pochi sanno che esistono strumenti molto precisi per valutare la qualità dei servizi di telefonia.

Questi strumenti sono stati introdotti da Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni attraverso diverse delibere, e gli operatori hanno l’obbligo di misurare e pubblicare periodicamente i risultati.

Gli indicatori analizzati sono numerosi, ma alcuni sono particolarmente importanti per capire la qualità reale di un operatore.

Tra i principali troviamo:

  • tempo di attivazione del servizio di fonia
  • tempi di risposta del servizio clienti
  • numero di reclami sugli addebiti
  • accuratezza della fatturazione
  • probabilità di mantenimento della connessione
  • probabilità di consegna degli SMS
  • tempo medio di riparazione dei malfunzionamenti
  • tasso di malfunzionamento per linea
  • tempo di attivazione della linea iniziale

Gli operatori di telefonia fissa e mobile sono obbligati a pubblicare sul proprio sito:

  • la descrizione degli indicatori
  • i resoconti semestrali
  • le relazioni annuali
  • gli obiettivi di qualità per l’anno successivo.

Queste informazioni permettono di confrontare operatori diversi su basi oggettive, andando oltre le promesse commerciali o gli slogan pubblicitari.

Non tutte le offerte di telefonia aziendale sono uguali

Nel mercato della telefonia aziendale esiste una convinzione molto diffusa: che i servizi degli operatori siano più o meno tutti uguali e che la differenza principale sia soltanto il prezzo.

In realtà non è così.

La qualità di una rete, l’affidabilità di un’infrastruttura e la capacità di risolvere rapidamente un problema tecnico sono fattori che incidono direttamente sull’operatività di un’azienda.

Scegliere un servizio con standard qualitativi bassi significa esporsi a disservizi, interruzioni e inefficienze che, nel tempo, possono costare molto più del presunto risparmio iniziale.

In altre parole: quando si parla di telecomunicazioni aziendali, il prezzo è solo una parte della storia.

La parte più importante è il valore reale del servizio.

Epilogo

Da quando ho scritto questo articolo sono passati più di dieci anni.

Nel frattempo il settore delle telecomunicazioni è cambiato profondamente: la fibra è diventata infrastruttura critica per le imprese, il VoIP sostituirà progressivamente la rete in rame e la continuità delle comunicazioni è oggi molto più importante di quanto non fosse nel 2014. Eppure il problema di fondo è rimasto lo stesso.

Nel mercato della telefonia aziendale continua ad esistere una distanza enorme tra valore reale e valore percepito. La qualità di una rete o di un servizio clienti rimane quasi invisibile quando tutto funziona bene. Diventa evidente soltanto quando qualcosa smette di funzionare.

Ed è proprio in quel momento che molte aziende scoprono una verità scomoda: ciò che avevano acquistato non era un’infrastruttura affidabile. Era soltanto una buona storia commerciale.

E a quel punto la domanda diventa inevitabile: stavi davvero comprando valore… oppure soltanto una versione telecom della “Merda d’artista”?

Nelle telecomunicazioni la qualità è quasi invisibile quando tutto funziona. Diventa evidente solo quando qualcosa smette di funzionare.

La morale della storia

Nel mercato della telefonia aziendale la differenza tra un servizio affidabile e uno mediocre non si vede quasi mai nella brochure commerciale.

Si vede quando qualcosa smette di funzionare.

Se vuoi capire davvero che qualità ha la telefonia della tua azienda – al di là delle promesse commerciali – puoi scrivermi oppure contattarmi direttamente.

Email: massimo.marucci@telefoniafacile.com
Telefono / WhatsApp: 346 5009751

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L’AUTORE DI QUESTO BLOG

Massimo Marucci, consulente di telefonia aziendale, ritratto professionale in ufficio

Sono nato e vivo a Monza. Un diploma da Grafico Pubblicitario, un altro da Perito Commerciale e oltre vent’anni di esperienza nel mondo delle telecomunicazioni. Marito di Tiziana, padre di Francesca e (da quando è arrivato Pepe, il chihuahua adottato) pure dog-sitter part-time. Mi appassionano l’arte, la comunicazione e – ovviamente – le tecnologie.
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