
Il Piano di Decommissioning di TIM: 1300 Centrali in rame in fase di dismissione

contro il logorio della telefonia moderna


Agli italiani piace cambiare.
Questo è il dato più significativo che emerge dall’ultimo report rilasciato da AGCOM: “Osservatorio n. 1 del 2017”. Sono infatti oltre 1.000.000 (un milione) i cellulari che ogni mese migrano verso altri lidi, in cerca di migliori condizioni. [Leggi di più…]

Sì, lo ammetto, ho utilizzato un titolo volgare e provocatorio per attirare la tua attenzione. Anche a me non garbano questi escamotage, ma è da troppo tempo che leggo e sento cose sulla telefonia aziendale che voi umani non potreste immaginarvi.
E quindi oggi voglio utilizzare questo spazio per ristabilire un minimo di verità commerciale e dirti (facendo il verso a un noto spot di cucine) chi è l’operatore di telefonia aziendale più amato dalle aziende italiane e chi è quello con il minor appeal.
Ma in quanti siamo a proporre servizi di telefonia alle aziende?
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Con quello che si legge sulla telefonia aziendale ci si potrebbe fare un film. Uno di quei film d’azione, magari, tutto adrenalina e colpi di scena. Ma non ci starebbe male nemmeno una pellicola ambientata in qualche teatro di guerra del passato. La guerra è un inferno, lo so, ma ha ispirato molti film memorabili. Già me lo vedo il titolo: “Salvate la telefonia aziendale!“. Sì, perché la telefonia aziendale viene sempre più spesso descritta come un insieme di tranelli e trappole pronte a scattare quando meno te lo aspetti. Una sorta di campo minato, dove al primo passo falso rischi di saltare in aria insieme a tutta la baracca.
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Articolo pubblicato originariamente nel 2014 e aggiornato nel 2026.
Nel 1961 l’artista Piero Manzoni mise in vendita dei barattoli etichettati “Merda d’artista”. Una provocazione dell’arte concettuale che metteva in discussione il concetto stesso di valore.
La domanda implicita era semplice: un oggetto vale davvero per quello che è… oppure per la storia che viene raccontata attorno a quell’oggetto?
Nel mercato della telefonia aziendale questa domanda è ancora attuale. Perché tra promesse commerciali, offerte aggressive e slogan pubblicitari, non sempre è facile capire se ciò che stai acquistando ha un valore reale.
Oppure se è soltanto la versione telecom della “Merda d’artista”.
Il 21 maggio 1961 l’artista Piero Manzoni inscatolò le proprie feci in 90 barattoli – come quello che puoi vedere nell’immagine sopra – e ad ognuno di essi applicò l’etichetta “Merda d’artista”.
Manzoni mise poi in vendita questi barattoli ad un prezzo pari all’equivalente in oro del loro peso che, come riportato sulla confezione, era di 30 grammi.
Questa opera non mancò di suscitare scalpore e polemiche. Eppure la provocazione – e il concetto che si celava dietro – era tutt’altro che banale.
In estrema sintesi, il messaggio poteva essere riassunto così:
Tutto è arte, tutto è artistico se si è artisti. Anche la merda.
L’arte concettuale, lo sappiamo, non è per il grande pubblico. In questo tipo di opere il valore non è legato tanto all’estetica quanto all’idea che sta dietro all’opera stessa.
E molti osservatori tendono a giudicare soltanto ciò che vedono, senza interrogarsi sul significato – a volte volutamente provocatorio – che l’artista intende trasmettere.

Ora ti faccio una domanda molto semplice.
Tu spenderesti 124.000 euro per comprare della “Merda d’artista”?
Perché è esattamente a questa cifra che è stato battuto all’asta, a Milano da Sotheby’s, il barattolo numero 18 dell’opera di Manzoni.
Certo, qui siamo nel mondo dell’arte, e in questo ambito il valore può essere estremamente volatile. Ciò che oggi viene considerato un capolavoro domani potrebbe valere ancora di più… oppure perdere completamente il proprio valore.
Ma quando invece parliamo di servizi e strumenti utilizzati ogni giorno dalle imprese, la situazione è molto diversa.
Quando spendi migliaia di euro all’anno per la telefonia aziendale, non vorresti avere degli strumenti che ti permettano di capire con una certa precisione se quello che stai pagando vale davvero quello che costa?
Oppure preferisci non pensarci e continuare a pagare, sperando di aver acquistato qualcosa di prezioso… quando in realtà potrebbe trattarsi soltanto della versione telecom della “Merda d’artista”?
In pochi sanno che esistono strumenti molto precisi per valutare la qualità dei servizi di telefonia.
Questi strumenti sono stati introdotti da Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni attraverso diverse delibere, e gli operatori hanno l’obbligo di misurare e pubblicare periodicamente i risultati.
Gli indicatori analizzati sono numerosi, ma alcuni sono particolarmente importanti per capire la qualità reale di un operatore.
Tra i principali troviamo:
Gli operatori di telefonia fissa e mobile sono obbligati a pubblicare sul proprio sito:
Queste informazioni permettono di confrontare operatori diversi su basi oggettive, andando oltre le promesse commerciali o gli slogan pubblicitari.
Nel mercato della telefonia aziendale esiste una convinzione molto diffusa: che i servizi degli operatori siano più o meno tutti uguali e che la differenza principale sia soltanto il prezzo.
In realtà non è così.
La qualità di una rete, l’affidabilità di un’infrastruttura e la capacità di risolvere rapidamente un problema tecnico sono fattori che incidono direttamente sull’operatività di un’azienda.
Scegliere un servizio con standard qualitativi bassi significa esporsi a disservizi, interruzioni e inefficienze che, nel tempo, possono costare molto più del presunto risparmio iniziale.
In altre parole: quando si parla di telecomunicazioni aziendali, il prezzo è solo una parte della storia.
La parte più importante è il valore reale del servizio.
Da quando ho scritto questo articolo sono passati più di dieci anni.
Nel frattempo il settore delle telecomunicazioni è cambiato profondamente: la fibra è diventata infrastruttura critica per le imprese, il VoIP sostituirà progressivamente la rete in rame e la continuità delle comunicazioni è oggi molto più importante di quanto non fosse nel 2014. Eppure il problema di fondo è rimasto lo stesso.
Nel mercato della telefonia aziendale continua ad esistere una distanza enorme tra valore reale e valore percepito. La qualità di una rete o di un servizio clienti rimane quasi invisibile quando tutto funziona bene. Diventa evidente soltanto quando qualcosa smette di funzionare.
Ed è proprio in quel momento che molte aziende scoprono una verità scomoda: ciò che avevano acquistato non era un’infrastruttura affidabile. Era soltanto una buona storia commerciale.
E a quel punto la domanda diventa inevitabile: stavi davvero comprando valore… oppure soltanto una versione telecom della “Merda d’artista”?
Nelle telecomunicazioni la qualità è quasi invisibile quando tutto funziona. Diventa evidente solo quando qualcosa smette di funzionare.
Nel mercato della telefonia aziendale la differenza tra un servizio affidabile e uno mediocre non si vede quasi mai nella brochure commerciale.
Si vede quando qualcosa smette di funzionare.
Se vuoi capire davvero che qualità ha la telefonia della tua azienda – al di là delle promesse commerciali – puoi scrivermi oppure contattarmi direttamente.
Email: massimo.marucci@telefoniafacile.com
Telefono / WhatsApp: 346 5009751

La domanda che mi fanno quasi tutti, la prima volta, è sempre la stessa: sto pagando troppo? È una buona domanda. Ma di solito non è quella giusta. Il problema vero La telefonia … continua