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Quest’estate nessuno mi ha rotto… le SIM: che succede nel mondo telco?

19/08/2025 by Massimo Marucci Lascia un commento

Drink in spiaggia con SIM turistica al posto della fetta di limone, simbolo del silenzio digitale estivo nel settore telco

Dalle bollette da incubo ai telefonini impermeabili, passando per le SIM turistiche e WhatsApp: perché l’estate 2025 è stata la più silenziosa di sempre nel mio lavoro (e cosa significa davvero per il mondo telco)

Un agosto così tranquillo non lo ricordavo da parecchio. Negli anni scorsi, il mio cellulare in estate diventava una hotline d’emergenza:

  • “Marucci, sono in Croazia e il telefonino non va più!”
  • “Marucci, mi hanno rubato il cellulare a Barcellona… che faccio?”
  • “Marucci, sono alle Maldive e dall’app vedo che sto spendendo più di cellulare che di Hotel…”

Era un classico: rientro dalle ferie, clienti in coda con problemi da risolvere, SIM da sostituire, apparati da recuperare, drammi da tamponare. Quest’anno? Zero.

Zero chiamate. Zero mail. Zero messaggi disperati. E io che, invece di prepararmi a fare il pompiere, mi sono ritrovato a chiedermi: Devo preoccuparmi?

Il primo colpevole: il roaming gratuito in UE

Qui non ci sono dubbi: il roaming “like at home” in Europa ha azzerato la maggior parte delle emergenze estive. Niente più bollette astronomiche per aver guardato un video di YouTube sotto l’ombrellone a Mykonos, niente più clienti che tornano dalle vacanze con il portafoglio svuotato dal traffico dati.

E fuori dall’Unione Europea? Beh, lì una volta era un far west. Oggi invece oltre a un certo numero di soluzioni nostrane per il roaming extra UE c’è anche un’altra opzione furba: le SIM virtuali, dette anche SIM turistiche. Con una manciata di euro compri giga locali e chiami senza rischiare la “bolletta souvenir” del rientro.

Ovviamente, agli operatori tradizionali (incluso quello per cui lavoro io) questa cosa non fa impazzire: meno traffico = meno fatturato. Ma dal punto di vista del cliente è una scelta intelligente, e negarlo sarebbe come dire che la pizza surgelata è uguale a quella napoletana…

📊 I piccoli operatori ci piacciono di più, ma senza i grandi non possiamo vivere. Ne parlo nella classifica Altroconsumo sugli operatori mobili: Classifica Altroconsumo: operatori di telefonia mobile

Clienti più smaliziati e meno “ansiosi”

C’è poi un aspetto che si nota meno, ma che incide parecchio: gli utenti sono diventati più bravi.
Negli ultimi dieci anni hanno imparato a:

  • attivare e disattivare il roaming dati,
  • sfruttare le reti Wi-Fi di alberghi, bar, ristoranti ecc,
  • gestire lo spazio di archiviazione,
  • usare WhatsApp e app di messaggistica per comunicare all’estero senza costi folli.

Non parliamo di esperti di telecomunicazioni, ma di persone che hanno fatto “gavetta” e ora evitano da soli i classici errori da principiante.

Smartphone più resistenti (e più intelligenti di noi)

Un altro fattore: i telefonini di oggi sono duri a morire. Impermeabili, resistenti alle cadute, con sistemi di tracciamento e blocco remoto che, in caso di furto o smarrimento, permettono di localizzare o rendere inutilizzabile il dispositivo. E questo significa meno corse a sostituire SIM e terminali in pieno mese di agosto.

Un mercato meno turbolento

Il settore della telefonia è arrivato a una maturità tale per cui non c’è più il continuo cambio di piani tariffari e SIM che generava, inevitabilmente, problemi tecnici. Molti clienti ormai tengono lo stesso contratto per anni e questo riduce le “sorprese” estive. Il mercato è saturo, le reti più stabili, le configurazioni più standard. Tradotto: meno variabili, meno rogne.

🌍 Problemi con il roaming internazionale? Niente panico: qui trovi la guida completa per risolverli passo dopo passo: Come risolvere i problemi di roaming internazionale

Il lato oscuro delle soluzioni alternative

Parliamoci chiaro: gli operatori tradizionali detestano le SIM turistiche. Non è una questione di tecnologia – quella funziona bene e, anzi, spesso si appoggia alle loro stesse reti – ma di business. Ogni euro speso su una eSIM acquistata da un provider estero è un euro sottratto al fatturato domestico. E nel settore telco, dove i margini sul traffico voce e dati internazionali erano un tempo “da Champagne”, questa erosione brucia parecchio.

E non parliamo solo di SIM alternative. Gli operatori hanno un’altra “bestia nera”: le app come WhatsApp, Telegram, FaceTime, Zoom. Grazie a loro, oggi una telefonata può viaggiare interamente sul canale dati, scavalcando tariffe voce, roaming e perfino le regole. Perché qui sta il punto:

  • Un operatore tradizionale è soggetto a licenze, vincoli regolatori, obblighi di tracciabilità, contribuzione ai fondi per il servizio universale, normative di sicurezza.
  • Un’app OTT (over the top) no. Fa quello che vuole, quando vuole, senza la stessa cornice di obblighi.

Risultato? Il cliente è felice (telefonate gratuite, videochiamate ovunque), mentre l’operatore vede ridursi un altro pezzo di torta… e non può nemmeno chiedere all’AGCOM di vietare WhatsApp.
Perché, in termini regolatori, WhatsApp non è un operatore: è “solo” un servizio internet.

Insomma, tra SIM turistiche e app OTT, i telco tradizionali stanno vivendo la loro personale “Uber contro i taxi”: la concorrenza non gioca con le stesse regole, e questo crea frustrazione. Come reagiranno? Le strade possibili sono due:

  1. Guerra dei prezzi su roaming e voce internazionale, per rendere meno conveniente passare ad alternative.
  2. Partnership e acquisizioni di player OTT o fornitori di SIM virtuali, così da trasformare i rivali in alleati.

Fino ad allora, il cliente continuerà a decidere in base a due fattori semplici: quanto spendo e quanto funziona. E, per la cronaca: non sempre vince il più regolamentato.

Il rovescio della medaglia

Fin qui sembra tutto positivo. Ma c’è un aspetto meno ovvio: meno problemi significa meno contatti diretti. Per chi fa il mio lavoro, ogni telefonata di emergenza non è solo un fastidio, ma anche un’occasione per parlare con il cliente, rafforzare il rapporto, proporre soluzioni. Quando “va tutto bene” rischi di sparire dal loro radar, e in un mercato dove la concorrenza è sempre in agguato non è detto che sia un bene.

Come trasformare la quiete in opportunità

E allora, se i clienti non ti chiamano, la soluzione è una: chiamarli tu. Non per vendere subito qualcosa, ma per fare:

  • un check-up gratuito della linea e dei servizi,
  • un aggiornamento sulle novità di settore,
  • una chiacchierata per capire se hanno esigenze non espresse.

In un’epoca in cui la tecnologia “funziona troppo bene” (almeno finché non smette), il valore sta nel restare presenti e nel prevenire i problemi prima che nascano.

E se fosse solo la quiete prima della tempesta?

C’è sempre un’altra possibilità: che stiamo solo vivendo un momento di tregua. Perché le reti, le tariffe e gli apparati sono migliorati, sì, ma l’imprevisto è sempre dietro l’angolo:

  • un blackout dati,
  • una normativa europea che cambia le carte in tavola,
  • una nuova moda tecnologica che manda in tilt le abitudini consolidate.

E quando succederà, saremo di nuovo qui a correre.

Conclusione? Quest’estate nessuno mi ha rotto le… SIM. Non so se brindare alla tecnologia o iniziare a farmi domande sul futuro del mio lavoro. Ma una cosa è certa: il settore telco non smette mai di sorprenderci.

E io, nel dubbio, tengo il cellulare sempre acceso. Così se sei un imprenditore e hai bisogno di rompermi le ba… ehm… le SIM, fallo pure: ti rispondo anche sotto l’ombrellone.

Magari non subito, ma ti rispondo. 😉

  • Guida completa alle eSIM turistiche: quello che devi sapere per il tuo prossimo viaggio
  • Roaming in Europa: i paesi inclusi nelle tariffe italiane
  • Roaming Like At Home: un bilancio a 7 anni dalla sua introduzione
  • Trasformazione digitale: come le Telco possono aiutare le piccole e medie imprese a superare questa sfida

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L’AUTORE DI QUESTO BLOG

Massimo Marucci, consulente di telefonia aziendale, ritratto professionale in ufficio

Sono nato e vivo a Monza. Un diploma da Grafico Pubblicitario, un altro da Perito Commerciale e oltre vent’anni di esperienza nel mondo delle telecomunicazioni. Marito di Tiziana, padre di Francesca e (da quando è arrivato Pepe, il chihuahua adottato) pure dog-sitter part-time. Mi appassionano l’arte, la comunicazione e – ovviamente – le tecnologie.
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