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5 miti da sfatare (ma non troppo) sulla telefonia aziendale

02/01/2015 by Massimo Marucci Lascia un commento

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Quali sono le tue credenze sulla vendita di servizi per la telefonia aziendale?

  • La telefonia aziendale è un mercato di squali.
  • La telefonia aziendale è un settore saturo.
  • Le offerte per la telefonia aziendale sono tutte uguali.
  • I consulenti per la telefonia aziendale pensano solo alla provvigione.
  • Una volta fatto il contratto di telefonia spariscono e non rispondono più al telefono.

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Salvate la telefonia aziendale!

17/05/2014 by Massimo Marucci Lascia un commento

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Con quello che si legge sulla telefonia aziendale ci si potrebbe fare un film. Uno di quei film d’azione, magari, tutto adrenalina e colpi di scena. Ma non ci starebbe male nemmeno una pellicola ambientata in qualche teatro di guerra del passato. La guerra è un inferno, lo so, ma ha ispirato molti film memorabili. Già me lo vedo il titolo: “Salvate la telefonia aziendale!“. Sì, perché la telefonia aziendale viene sempre più spesso descritta come un insieme di tranelli e trappole pronte a scattare quando meno te lo aspetti. Una sorta di campo minato, dove al primo passo falso rischi di saltare in aria insieme a tutta la baracca.

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Telefonia aziendale: come capire se ti hanno rifilato Merda d’artista

04/02/2014 by Massimo Marucci 1 commento

Barattoli dell’opera “Merda d’artista” di Piero Manzoni (1961), usata come metafora per spiegare il valore reale dei servizi di telefonia aziendale
I celebri barattoli di “Merda d’artista” realizzati da Piero Manzoni nel 1961. Una provocazione artistica diventata metafora perfetta per parlare di valore reale e valore percepito.

Nel mercato della telefonia aziendale non sempre quello che paghi ha davvero valore. A volte è soltanto una versione telecom della “Merda d’artista”

Articolo pubblicato originariamente nel 2014 e aggiornato nel 2026.

Il succo della storia

Nel 1961 l’artista Piero Manzoni mise in vendita dei barattoli etichettati “Merda d’artista”. Una provocazione dell’arte concettuale che metteva in discussione il concetto stesso di valore.

La domanda implicita era semplice: un oggetto vale davvero per quello che è… oppure per la storia che viene raccontata attorno a quell’oggetto?

Nel mercato della telefonia aziendale questa domanda è ancora attuale. Perché tra promesse commerciali, offerte aggressive e slogan pubblicitari, non sempre è facile capire se ciò che stai acquistando ha un valore reale.

Oppure se è soltanto la versione telecom della “Merda d’artista”.

La provocazione di Piero Manzoni

Il 21 maggio 1961 l’artista Piero Manzoni inscatolò le proprie feci in 90 barattoli – come quello che puoi vedere nell’immagine sopra – e ad ognuno di essi applicò l’etichetta “Merda d’artista”.

Manzoni mise poi in vendita questi barattoli ad un prezzo pari all’equivalente in oro del loro peso che, come riportato sulla confezione, era di 30 grammi.

Questa opera non mancò di suscitare scalpore e polemiche. Eppure la provocazione – e il concetto che si celava dietro – era tutt’altro che banale.

In estrema sintesi, il messaggio poteva essere riassunto così:

Tutto è arte, tutto è artistico se si è artisti. Anche la merda.

L’arte concettuale, lo sappiamo, non è per il grande pubblico. In questo tipo di opere il valore non è legato tanto all’estetica quanto all’idea che sta dietro all’opera stessa.

E molti osservatori tendono a giudicare soltanto ciò che vedono, senza interrogarsi sul significato – a volte volutamente provocatorio – che l’artista intende trasmettere.

Opera “Fiato d’artista” di Piero Manzoni (1960), esempio di provocazione dell’arte concettuale
“Fiato d’artista”, opera di Piero Manzoni del 1960. Un esempio
emblematico di provocazione dell’arte concettuale.

Quanto vale davvero la “Merda d’artista”?

Ora ti faccio una domanda molto semplice.

Tu spenderesti 124.000 euro per comprare della “Merda d’artista”?

Perché è esattamente a questa cifra che è stato battuto all’asta, a Milano da Sotheby’s, il barattolo numero 18 dell’opera di Manzoni.

Certo, qui siamo nel mondo dell’arte, e in questo ambito il valore può essere estremamente volatile. Ciò che oggi viene considerato un capolavoro domani potrebbe valere ancora di più… oppure perdere completamente il proprio valore.

Ma quando invece parliamo di servizi e strumenti utilizzati ogni giorno dalle imprese, la situazione è molto diversa.

Quando spendi migliaia di euro all’anno per la telefonia aziendale, non vorresti avere degli strumenti che ti permettano di capire con una certa precisione se quello che stai pagando vale davvero quello che costa?

Oppure preferisci non pensarci e continuare a pagare, sperando di aver acquistato qualcosa di prezioso… quando in realtà potrebbe trattarsi soltanto della versione telecom della “Merda d’artista”?

Come valutare la qualità della telefonia aziendale

In pochi sanno che esistono strumenti molto precisi per valutare la qualità dei servizi di telefonia.

Questi strumenti sono stati introdotti da Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni attraverso diverse delibere, e gli operatori hanno l’obbligo di misurare e pubblicare periodicamente i risultati.

Gli indicatori analizzati sono numerosi, ma alcuni sono particolarmente importanti per capire la qualità reale di un operatore.

Tra i principali troviamo:

  • tempo di attivazione del servizio di fonia
  • tempi di risposta del servizio clienti
  • numero di reclami sugli addebiti
  • accuratezza della fatturazione
  • probabilità di mantenimento della connessione
  • probabilità di consegna degli SMS
  • tempo medio di riparazione dei malfunzionamenti
  • tasso di malfunzionamento per linea
  • tempo di attivazione della linea iniziale

Gli operatori di telefonia fissa e mobile sono obbligati a pubblicare sul proprio sito:

  • la descrizione degli indicatori
  • i resoconti semestrali
  • le relazioni annuali
  • gli obiettivi di qualità per l’anno successivo.

Queste informazioni permettono di confrontare operatori diversi su basi oggettive, andando oltre le promesse commerciali o gli slogan pubblicitari.

Non tutte le offerte di telefonia aziendale sono uguali

Nel mercato della telefonia aziendale esiste una convinzione molto diffusa: che i servizi degli operatori siano più o meno tutti uguali e che la differenza principale sia soltanto il prezzo.

In realtà non è così.

La qualità di una rete, l’affidabilità di un’infrastruttura e la capacità di risolvere rapidamente un problema tecnico sono fattori che incidono direttamente sull’operatività di un’azienda.

Scegliere un servizio con standard qualitativi bassi significa esporsi a disservizi, interruzioni e inefficienze che, nel tempo, possono costare molto più del presunto risparmio iniziale.

In altre parole: quando si parla di telecomunicazioni aziendali, il prezzo è solo una parte della storia.

La parte più importante è il valore reale del servizio.

Epilogo

Da quando ho scritto questo articolo sono passati più di dieci anni.

Nel frattempo il settore delle telecomunicazioni è cambiato profondamente: la fibra è diventata infrastruttura critica per le imprese, il VoIP sostituirà progressivamente la rete in rame e la continuità delle comunicazioni è oggi molto più importante di quanto non fosse nel 2014. Eppure il problema di fondo è rimasto lo stesso.

Nel mercato della telefonia aziendale continua ad esistere una distanza enorme tra valore reale e valore percepito. La qualità di una rete o di un servizio clienti rimane quasi invisibile quando tutto funziona bene. Diventa evidente soltanto quando qualcosa smette di funzionare.

Ed è proprio in quel momento che molte aziende scoprono una verità scomoda: ciò che avevano acquistato non era un’infrastruttura affidabile. Era soltanto una buona storia commerciale.

E a quel punto la domanda diventa inevitabile: stavi davvero comprando valore… oppure soltanto una versione telecom della “Merda d’artista”?

Nelle telecomunicazioni la qualità è quasi invisibile quando tutto funziona. Diventa evidente solo quando qualcosa smette di funzionare.

La morale della storia

Nel mercato della telefonia aziendale la differenza tra un servizio affidabile e uno mediocre non si vede quasi mai nella brochure commerciale.

Si vede quando qualcosa smette di funzionare.

Se vuoi capire davvero che qualità ha la telefonia della tua azienda – al di là delle promesse commerciali – puoi scrivermi oppure contattarmi direttamente.

Email: massimo.marucci@telefoniafacile.com
Telefono / WhatsApp: 346 5009751

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Bip Mobile: morte di un operatore low cost.

15/01/2014 by Massimo Marucci 1 commento

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Non c’è nulla di cui rallegrarsi, intendiamoci. Quando un’azienda chiude, quando si perdono posti di lavoro, quando si distrugge ricchezza, c’è solo da dolersi.

Non era cominciata bene!

Prima una mezza causa sul nome Bip, già in uso presso un’altra impresa che opera nelle TLC. Poi i difficili rapporti con i fornitori, gli obiettivi di vendita mancati, un accoglienza fredda da parte dei consumatori; un’istruttoria contro Tim, Vodafone e Wind per pratiche anticoncorrenziali ecc.

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Perché lavorare con un solo gestore telefonico è la mossa vincente che anche la tua impresa dovrebbe fare

02/09/2013 by Massimo Marucci 2 commenti

Mossa Vincente
È proprio così! In un mercato come quello italiano, affollato da decine di operatori alternativi e vittima di un eccesso di offerta, in questo momento è molto più conveniente rivolgersi ad un solo gestore telefonico per la rete fissa e mobile della tua azienda, e tra poco ti spiegherò il perché.

Prima, però, dovremo vedere insieme qualche dato per avere ben chiara la realtà del Bel Paese.

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Ecco tutti i numeri della telefonia mobile in Italia, senza le balle che ti raccontano ogni giorno

01/08/2013 by Massimo Marucci 9 commenti

INFOGRAFICA TELEFONIA MOBILE

Ho deciso di realizzare questa Infografica per permetterti di conoscere con precisione la situazione della telefonia mobile in Italia, al di là della storiella che sono tutti leader. [Leggi di più…]

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C’è chi vince, c’è chi perde, c’è chi pareggia: l’AGCOM dà i numeri

01/11/2012 by Massimo Marucci Lascia un commento

Autorità per le garanzie nelle comunicazioni

Osservatorio trimestrale sulle Telecomunicazioni*

– Aggiornamento al 30 giugno 2012 –

(*) – I valori indicati  nelle figure che seguono rappresentano elaborazioni e stime dell’Autorità sui dati forniti dalle imprese

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L’AUTORE DI QUESTO BLOG

Massimo Marucci, consulente di telefonia aziendale, ritratto professionale in ufficio

Sono nato e vivo a Monza. Un diploma da Grafico Pubblicitario, un altro da Perito Commerciale e oltre vent’anni di esperienza nel mondo delle telecomunicazioni. Marito di Tiziana, padre di Francesca e (da quando è arrivato Pepe, il chihuahua adottato) pure dog-sitter part-time. Mi appassionano l’arte, la comunicazione e – ovviamente – le tecnologie.
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